La versione di Balboni: "Alleati, ottimi rapporti. Curtarello? Sbaglia. E il Cpr non si farà"

Il senatore di Fratelli d’Italia fa il punto sulle trattative nel centrodestra. Dopo la scelta aventiniana del segretario del Carroccio, ranghi saldi. "Con la Lega che conta abbiamo un legame ferreo. No ai ricatti".

La versione di Balboni: "Alleati, ottimi rapporti. Curtarello? Sbaglia. E il Cpr non si farà"
La versione di Balboni: "Alleati, ottimi rapporti. Curtarello? Sbaglia. E il Cpr non si farà"

Nell’aula di palazzo Madama – dove sta gestendo per diretto incarico del presidente del Consiglio la riforma del premierato – il telefono del senatore Alberto Balboni ha poca linea. Quanto basta, però, per tracciare una traiettoria politica e rivendicare un risultato. "Se a Ferrara (e in provincia) non si farà il Cpr è anche grazie al fatto che ne ho parlato personalmente al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi". E la prospettiva delle amministrative è molto chiara: "Con la Lega che conta abbiamo ottimi rapporti. Che Curtarello partecipi o meno al tavolo è del tutto irrilevante. Non scalfisce la nostra unità. Anzi". Dall’altra parte della cornetta è il piglio determinato dell’esponente di Fratelli d’Italia a rassicurare l’elettorato. "La nostra fiducia nel sindaco Alan Fabbri – scandisce – è massima. E’ stato un ottimo amministratore e siamo ben felici di dare il nostro apporto per arrivare alla sua riconferma a giugno. Il clima, ribadisco, sia con lui che con il deputato Davide Bergamini, così come con il sindaco Simone Saletti, finendo con il primo cittadino di Copparo, è ottimo". Balboni, insomma, ridimensiona il clima di apparenti divisioni che sarebbero sorte nel corso della riunione del centrodestra la scorsa settimana. "Noi auspichiamo che Curtarello si renda conto dell’errore che ha fatto non presentandosi – spiega il senatore –. E, allo stesso modo, speriamo che non utilizzi ’l’affaire Lagosanto’ come pretesto per condurre trattative personali su altri territori nei quali lui coltiva ambizioni". Ambizioni che, tuttavia, non trovano riscontro in altro se non nella volontà propria e di pochi altri sodali. Tanto più – ed è evidente che il riferimento di Balboni è al caso di Argenta – che le altre forze di centrodestra a partire da Forza Italia appoggiano la candidatura della civica Gabriella Azzalli.

No alle imposizioni. Il senatore, in termini metodologici, fissa un principio. "Da sempre – spiega – ci siamo presentati, anche ai nostri alleati, sostenendo la necessità di candidare, nei singoli territori, il candidato migliore. La persona giusta per affermare il buongoverno di centrodestra. Non piantiamo bandierine, ma allo stesso modo non accettiamo imposizioni". Il colpo di teatro aventiniano di Curtarello, insomma, non ha sortito gli effetti sperati. Le parole di Balboni sono il prodromo all’inizio, reale, della campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Infatti, proprio da oggi, la città verrà tappezzata di manifesti elettorali che ritraggono l’attuale assessore all’Ambiente Alessandro Balboni accanto al sindaco Alan Fabbri. Con tre slogan. Il primo dei quali riferito proprio al Cpr, il secondo legato alla "scelta scellerata di aumentare le rette nelle case di riposo per anziani" e il terzo relativo al criterio della residenzialità storica per l’assegnazione delle case popolari. "Da settimane – scandisce il senatore – stiamo raccogliendo le firme per fermare una decisione sbagliata, assunta dal Pd a livello regionale, finalizzata a eliminare, di fatto, il criterio della residenzialità storica per l’assegnazione degli alloggi popolari".

Una delibera che Balboni ritiene "profondamente ingiusta" e che, a conti fatti, "andrà a penalizzare anche i tanti stranieri integrati che da tempo vivono e lavorano sul nostro territorio". Esattamente come ha fatto il sindaco Alan Fabbri all’indomani dell’approvazione della delibera a livello regionale, anche il senatore difende i criteri adottati per stilare le graduatorie nel comune di Ferrara. "Grazie ai nuovi regolamenti e al criterio della residenzialità storica – chiude il senatore – siamo riusciti a stabilire un principio di equità, garantendo le persone che da più tempo stanno sul territorio e contribuiscono alla crescita. Riequilibrando, peraltro, assegnazioni precedenti fatte in modo totalmente discriminatorio verso gli italiani". Si comincia da qui.