L’omicidio del 2004: "L’assassino di Giada è ancora senza volto. Giulia come mia sorella"

Parla il fratello dell’Anteghini, uccisa a 26 anni colpita nel sonno "Alle ragazze dico: trovate il coraggio, parlate al primo pericolo".

L’omicidio del 2004: "L’assassino di Giada è ancora senza volto. Giulia come mia sorella"

L’omicidio del 2004: "L’assassino di Giada è ancora senza volto. Giulia come mia sorella"

Da 19 anni aspetta il nome di chi ha ucciso sua sorella. Attende in silenzio che la giustizia, "se – sussurra – una giustizia esistesse davvero", arrivi finalmente alla verità, al volto di chi, la notte del 24 novembre 2004, aggredì brutalmente nel sonno Giada Anteghini, 27 anni, a Jolanda di Savoia. "E ora – confida il fratello Simone – sentire ciò che è accaduto a Giulia Cecchettin (uccisa dall’ex Filippo Turetta poi arrestato in Germania, ndr) mi ha fatto tornare i brividi e rievocare quei maledetti giorni". Una storia assurda, agghiacciante, con l’ex marito di Giada, Denis Occhi, arrestato e liberato, reo confesso e dichiaratosi innocente, condannato a 20 anni in primo grado, poi assolto in Appello con sentenza passata in giudicato perché mai impugnata davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Assolto anche nel processo che lo vedeva imputato per vecchie minacce rivolte alla donna prima della tragedia. Motivo? Intervenuta prescrizione.

’Fermiamo questo virus’, scrive in un post su Facebook, ricordando il numero antiviolenza 1522. Lei questo virus lo ha vissuto sulla pelle. Come si combatte?

"Parlando, gridando, rivolgendosi ai familiari, alle associazioni, agli insegnanti della scuola. A chiunque purché in grado ai aiutarci. Bisogna trovare il coraggio di farlo non appena ci si imbatte nella prima situazione di pericolo, anche minima o che potrebbe impensierirci".

Ma spesso non è facile...

"Già, ecco perché le donne devono trovare tanto coraggio per salvare se stesse e tante altre. Giada di coraggio ne aveva tanto, denunciò ma non venne protetta adeguatamente".

Denunciò l’ex marito che per la legge italiana oggi è innocente a tutti gli effetti.

"Una giustizia che prima stanga, poi assolve, poi arresta, poi libera e che oggi, 19 anni dopo, non ha ancora trovato l’assassino di mia sorella, che giustizia è? Me lo sto chiedendo da troppo tempo, non ho ancora avuto una risposta".

Quando ha saputo di Giulia cosa ha pensato?

"Mi è caduto il mondo addosso, ho detto: è successo ancora. Ho pianto, mi è tornato indietro tutto il dolore provato per Giada. Un dolore che mai andrà via".

Ogni volta che succede una tragedia si grida ’adesso basta’. Poi risuccede. Cosa può fare la società?

"Cambiare la cultura, intervenire fin dalla scuola. Insegnare che uomo e donna sono uguali e l’uno non è superiore all’altra. Insegniamo l’amore ai bambini. Facciamolo subito per un futuro migliore del nostro presente".