NICOLA BIANCHI
Cronaca

Macachi di Unife in gabbia, la Procura indaga. "Animali abbandonati", la replica: "In regola"

Dopo un esposto delle associazioni sulla detenzione dei sei primati. Quattro persone indagate, tra cui la rettrice e il suo predecessore. "Ogni attività di sperimentazione è autorizzata dal Ministero della Salute"

Sono sei i macachi detenuti nello stabulario cittadino (immagine d’archivio)

Sono sei i macachi detenuti nello stabulario cittadino (immagine d’archivio)

Ferrara, 14 novembre 2023 – Da una parte gli animalisti, dall’altra la sperimentazione scientifica. Al centro ci sono Clarabella, Archimede, Cleopatra, Eddi, Cesare e Orazio, ovvero sei macachi rinchiusi in altrettante gabbie del laboratorio di ricerca dell’Università finito al centro di un’inchiesta coordinata dal pm Andrea Maggioni.

Il motivo? Valutare se la condizione di detenzione è compatibile con l’etologia di primati non-umani. Una battaglia a suon di carte e atti che va avanti fin dal 2014, con normative variate e due fascicoli già archiviati, che ha ripreso vita nell’estate 2020 con un nuovo esposto firmato dalle associazioni Animal Liberation e Limav Italia, la Lega internazionale dei medici per l’abolizione della vivisezione, presentato attraverso l’avvocato David Zanforlini (che segue un caso simile anche a Parma). I fari degli animalisti, in particolar modo, vengono puntati sulle condizioni di vita dei sei animali, "cinque dei quali detenuti senza che venga effettuata alcuna sperimentazione". E dunque, per i denuncianti, questi ultimi da mantenere in "condizioni rispettose della etiologia di quella particolare specie". La detenzione in quelle condizioni, stando sempre ai denuncianti, sarebbe "dettata da esigenze economiche".

“Risulta – continuano le associazioni – che questi animali sono all’interno di gabbie inadeguate per dimensioni (circa un metro), per di più in una stanza apparentemente priva di luce naturale, con ogni probabilità pure nella concreta impossibilità di socializzare tra loro". Aggiunge Lilia Casali di Animal Liberation: "Il macaco è animale molto intelligente e le privazioni che subisce sono molto impattanti. Dalla documentazione acquisita nel fascicolo archiviato nel 2014 risulta che almeno due macachi sono detenuti dal 2001 senza essere sottoposti ad alcun esperimento autorizzato dal Ministero".

Ad oggi nel fascicolo risultano quattro indagati: l’ex rettore Giorgio Zauli, l’attuale Laura Ramaciotti, il direttore del centro di sperimentazione Luciano Fadiga, e il medico veterinario Ludovico Scenna. L’ipotesi di reato, inizialmente maltrattamenti di animali, è stata derubricata in abbandono (articolo 727 del codice penale: ...chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze ), da quanto trapela le parti starebbero lavorando per trovare una strada comune per il bene degli animali.

Da parte sua, Unife non si scompone e ricorda l’eccellenza della ricerca ferrarese: "Tutti gli animali – così una nota congiunta degli indagati – sono stabulati a norma di legge all’interno di strutture universitarie pienamente autorizzate allo scopo dal Ministero della Salute. Tutto quello che riguarda l’attività di ricerca biomedica su animali viene svolto in piena osservanza della legge ed è sottoposto a costante vigilanza da parte degli organi preposti che hanno sempre constatato la regolarità dello stato di cose". La stessa Università, chiude la nota, "si riserva di procedere a norma di legge nei confronti di chiunque si renderà responsabile della divulgazione di notizie infondate e, come tali, profondamente lesive dell’onore e della reputazione dell’Ateneo e dei suoi rappresentanti".