"Nessun contributo. Qui andiamo avanti con le nostre forze"

Barbieri, al vertice di Fondazione Braghini Rossetti

"Nessun contributo. Qui andiamo avanti con le nostre forze"
"Nessun contributo. Qui andiamo avanti con le nostre forze"

Quattro case di riposo. A Gavello (Bondeno), Cesta (Copparo) e due strutture in città, una delle quali a pochi passi da piazza Ariostea. Strutture nelle quali sono ospitati 160 anziani, oltre 80 i dipendenti. Al timone Neda Barbieri, che ricopre il ruolo di presidente della Fondazione Braghini Rossetti. Un esempio di assistenza alla terza età – i nostri genitori e nonni, di questo stiamo parlando – che si può definire virtuoso. Le strutture, accreditate ma non convenzionate, non ricevono contributi. Le rette vengono tenute basse proprio per tenere fede alle finalità filantropiche dell’istituzione, quello che serve per coprire i costi viene stanziato dallo stesso ente.

Le rette, partiamo da qui. Quanto si paga per essere ospitati nelle vostre strutture?

"Le nostre tariffe sono tra le più basse a livello provinciale, proprio perché per statuto noi abbiamo, fa parte della nostra carta d’identità, una missione umanitaria. Pur essendo privati a tutti gli effetti siamo fuori da una logica di mercarto. Qui, tra queste pareti, i valori contano. Eccome", risponde Barbieri, per anni sindaco a Voghiera.

Facciamo un po’ di conti

"Per le due strutture che si trovano in città si paga 2.080 euro, per quelle in provincia un po’ di meno. Siamo sui 1.960 euro"

Ricevete qualche forma di sostegno?

"Nessuna, facciamo ricorso alle forze della nostra fondazione"

Il caro-bollette che fino all’anno scorso è stato molto pesante, adesso l’inflazione. Avete fatto aumenti?

"Abbiamo fatto quello che si può definire un adeguamento al caro-vita, un adeguamento al ribasso. in pratica gli aumenti vanno a coprire la metà della falce erosiva dell’inflazione sulle tasche dei cittadini e sui bilanci"

A quanto ammonta questo adeguamento?

"Abbiamo usato una misura unica, il rincaro si è attestato sui 60 euro al mese per tutte le nostre strutture. Quelle rette che prima ho indicato sono già comprensive dell’aumento che siamo stati costretti a fare"

E’ eccessivo dire che le vostre entrate sono inferiori ai costi che dovete affrontare?

"No, è così. Copriamo quello che manca con il nostro patrimonio, il nostro ordinamento, una tutela per gli anziani, impedisce di andare oltre certe cifre. E noi così facciamo"

Il personale? Avete, diceva, oltre 80 dipendenti. Non sono certo pochi

"Anche in questo caso voglio sottolineare un aspetto che cotraddistingue la Fondazione Braghini Rossetti. Il nostro personale ha firmato un contratto che si chiama Agidae, è un contratto che garantisce loro tutele e un buon trattamento"

In soldoni?

"Percepiscono in media il 20% in più rispetto al personale delle altre strutture, di quelle gestite dalle cooperative"

Un bell’incentivo

"Quello che posso dire è che i risultati che otteniamo, l’ottimo livello di assistenza che ci viene riconosciuto da più parti è dovuto proprio a loro, ai nostri dipendenti. Il nostro personale è molto preparato dal punto di vista professionale, siamo fieri di loro e del loro lavoro"

Un lavoro spesso non facile

"Fare l’operatore socio sanitario è un lavoro duro, complesso. Non è un lavoro che tutti sono in grado di fare. Qui riserviamo un’attenzione molto particolare ai nostri ospiti, un aspetto fondamentale. Alcuni momenti difficili, mi riferisco al periodo del Covid, siamo riusciti a superarli proprio grazie a loro".

m. b.