L’accusa alla cooperativa: “Operai vessati”

L’allarme del sindacato contro Sorgeva: “Ecco le querele”. La replica: “Tutte bugie, siamo molto sereni”

La denuncia di presunte vessazioni arriva da un gruppo di lavoratori (foto d’archivio)
La denuncia di presunte vessazioni arriva da un gruppo di lavoratori (foto d’archivio)

Ferrara, 21 settembre 2023 – “Siamo profondamente preoccupati per le condizioni in cui lavorano gli addetti, spesso soci, della cooperativa Sorgeva, che ci hanno segnalato diversi episodi di presunte vessazioni subite dalla direzione". Ad accendere i riflettori sull’azienda agricola dell’argentano è il segretario generale della Uila Ferrara-Rovigo, Mirko Cavallini.

"In questi mesi – spiega il sindacalista – abbiamo raccolto diverse testimonianze di lavoratori, in molti casi soci della cooperativa, che ci hanno segnalato condizioni preoccupanti. Risulterebbero infatti situazioni vessatorie, in palese contraddizione con il principio mutualistico che dovrebbe essere il cuore del lavoro cooperativo".

Non solo. "In alcuni casi – prosegue – ci sono stati segnalati scambi epistolari, tra dipendenti e vertici aziendali, con minacce che lederebbero la dignità dei lavoratori".

In queste settimane il sindacalista ha raccolto oltre una decina di testimonianze scritte di loro pugno dai lavoratori, nelle quali si parla a chiare lettere di "vessazioni ricevute dal presidente di Sorgeva". Documenti che attestano comportamenti "contrari – si legge nella testimonianza di un lavoratore – allo spirito mutualistico della coop e lesivo della dignità del lavoro svolto da me e dai miei colleghi".

Secondo Cavallini, "risulta che, recentemente, anche l’Ispettorato del lavoro ha svolto attività di verifica nell’azienda". A rafforzare la versione del sindacalista, che si è fatto portavoce di un nutrito gruppo di addetti (soci e non soci), ci sarebbero querele già depositate nella sede della polizia postale di Ravenna, nelle quali vengono denunciati alcuni comportamenti che sarebbero stati tenuti a danno dei lavoratori. Tra questi, anche uno scambio telefonico piuttosto esemplificativo. "Ho capito che tu sei un infame...". Questa è una delle frasi contenute all’interno di una delle querele. Frase che, stando sempre alla ricostruzione del lavoratore, l’alto dirigente della cooperativa gli avrebbe rivolto.

Un altro denuncia invece, a seguito di una controversia con la direzione, di essere stato "trasferito dall’ufficio amministrazione all’ufficio segreteria" con un demansionamento della sua posizione. Altre problematiche sarebbero state segnalate relativamente alla mensa.

"Pare che i lavoratori – riprende Cavallini – debbano mangiare in un ambiente nel quale, oltre al cibo, non distante vi sarebbero anche scatole di concimi e fitofarmaci".

Insomma, "la situazione è molto seria – prosegue – e merita il massimo dell’attenzione". Va detto, comunque, che i rapporti tra azienda e sindacati si erano incrinati da tempo – "in particolare dopo l’uscita di Sorgeva dalla Legacoop" – anche a fronte del fatto, aggiunge ancora Cavallini "che ci sono, in alcune occasioni, stati negati degli appuntamenti con motivazioni risibili. Fermo restando che Sorgeva non ci ha mai fornito i dati relativi alla produttività che invece avrebbe dovuto fornirci – come prevede la contrattazione integrativa – per l’erogazione del premio di risultato territoriale ai lavoratori".

Contattato in serata il presidente di Sorgeva, Davide Sinigalia, ha spiegato che "al momento non so nulla della questione, la cooperativa resta tranquilla". Ma non solo. "Sono entrato in cooperativa nel ’90 – prosegue – poi nel 2010 diventato presidente. La situazione, all’epoca, era fortemente debitoria e se non avessi fatto certe scelte ora i dipendenti sarebbero disoccupati. Sorgeva attualmente – continua – è una realtà finanziariamente solida con un patrimonio di oltre 22 milioni e riconosciuta come eccellenza del territorio".

In merito alle accuse, conclude: "Vessazioni? Macché, sono addebiti infondati che rispondono unicamente ad alcuni interessi personali di qualcuno".