Riapre via Darsena: "Quartiere centrale. Abbiamo tolto asfalto, area dal nuovo volto"

Il sindaco Fabbri e l’assessore ai lavori pubblici Maggi al taglio del nastro "La rimodulazione è stata fondamentale. Ora più vita grazie agli eventi".

Riapre via Darsena: "Quartiere centrale. Abbiamo tolto asfalto, area dal nuovo volto"

Riapre via Darsena: "Quartiere centrale. Abbiamo tolto asfalto, area dal nuovo volto"

Tutti si aspettavano una macchina. E invece il primo a passare nella via Darsena – finalmente – riaperta nei due sensi di marcia, ieri mattina, è stato un ciclista. "D’altra parte, è pur sempre la città delle biciclette", sorride Alan Fabbri poco dopo aver tagliato il nastro dell’arteria nuovamente fruibile dopo quasi quattro anni di cantiere. La nuova veste con cui si presenta la strada – ampliata da una nuova corsia a sbalzo sull’argine per pedoni e ciclisti ’protetti’ dalla strada – integra una riqualificazione più ampia di tutta la zona della Darsena. Il famoso ’Bando Periferie’. "Festeggiamo un punto fermo epocale per tutta l’area della Darsena – così il primo cittadino – , che è stata oggetto di una trasformazione radicale negli ultimi anni sia dal punto di vista strutturale che strategico e programmatico. Prima era un luogo dalle ricche potenzialità inespresse ora è diventata un’area vivace dove le famiglie e i giovani possono godere di spazi verdi e piste ciclopedonali ben illuminate e con vista sul fiume". Benché Fabbri riconosca che la genesi del progetto sia della precedente amministrazione, "la nostra riqualificazione, – aggiunge – con la collocazione anche dei chioschi, ha permesso la fruizione della bellezza della Nuova Darsena anche attraverso iniziative musicali e culturali, promuovendo così un quartiere completamente rinnovato e decoroso". Rispetto al piano presentato dall’amministrazione precedente nel 2016 – oggetto di un finanziamento di oltre 18 milioni di euro – sono tre i punti che l’amministrazione attuale ha rimodulato profondamente (arrivando – a ieri – a circa due terzi dei lavori finanziati con i 18 milioni). Si tratta dell’eliminazione del parcheggio multipiano ex Mof, sostituito da un’isola verde progettata dall’architetto Guendalina Salimei, la riprogettazione del parcheggio ex Pisa e la riqualificazione dei percorsi turistico-commerciali dalla stazione ferroviaria al centro spostando l’asse da viale Piave a via Cassoli, passando attraverso piazza Castellina. Tre lotti che, da soli, valgono otto milioni di euro.

L’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Maggi, pur manifestando la sua soddisfazione ammette che "il cantiere ha portato molti disagi. Ma la riapertura è una festa per tutti". I lavori sono iniziati a fine del 2021, poi interrotti per Natale e ripresi a febbraio del 2022. I disagi, come confermato anche dal tecnico del Comune, Antonio Parenti e da Marco Campion (Cogefri Infrastrutture) – tra il sospetto dell’ordigno bellico, il covid e i costi aggiuntivi, non sono mancati. Ma tant’è. "Abbiamo rimodulato il 50% del progetto iniziale a favore della salvaguardia dell’area – così Maggi – creando così una vera e propria oasi in centro per ferraresi e turisti e rivalutando il dna di Ferrara, tra terra e acqua". "Rispetto al piano del 2016 – rivendica l’amministratore – abbiamo tolto 160 mila metri cubi di cemento e presto inizieranno i lavori per realizzare nell’ex Mof, non un monolitico parcheggio multipiano da quattro piani come era previsto, ma una foresta urbana in pieno centro: un’area verde con 148 alberi progettata dall’architetto Salimei, architetto di fama internazionale, che manterrà la stessa possibilità di parcheggio con 590 posti auto". Da ultimo, l’auspicio è che "la Regione proceda al dragaggio della Darsena. Più volte citata durante la presentazione – oltre alla supervisione "indispensabile" della direzione generale di Sandro Mazzatorta – interviene anche la consigliera Francesca Savini, che in qualche modo risponde alla collega Fusari. "L’’azione di questa amministrazione che ha spazzato via 160 mila metri cubi di cemento è stata salvifica e segno di profondo rispetto per la storia e l’identità della nostra città – così la capogruppo di Ferrara Nostra – . Difendere Ferrara dai tentativi di snaturarla, soffocarla, depredarla con politiche scellerate, che tutto hanno a cuore tranne il benessere di chi la vive, rimane la costante guida dell’operato di ogni buon amministratore".