Sono luoghi di privazione dei diritti umani

Cecilia Bandiera* Chi ha da sempre a cuore la tutela dei diritti della persona e la difes...

Bandiera*

Chi ha da sempre a cuore la tutela dei diritti della persona e la difesa della dignità dell’uomocome fondamento e fine della propria professione e del proprio statuto associativo, non può non rilevare come nei Cpr si stia assistendo ad una sempre più crescente deriva disumanizzante. Prova ne è quanto recentemente successo a Milano, le cui vicende sono state oggetto di ferma denuncia anche da parte dell’Ucpi. Purtroppo, ci si dimentica spesso che si tratta di luoghi nei quali uomini e donne, la cui unica colpa è quella di voler fuggire dal proprio paese d’origine, vengono privati del bene inalienabile della libertà. Luoghi dove si assistono a gravi violazioni del diritto alla salute, ove le condizioni di assistenza e igienico-sanitarie non sono compatibili con un paese civile.

Più volte la Cedu, da ultimo con decisione del 23 novembre, ha condannato l’Italia per il "trattamento disumano e degradante" riservato ai migranti. Uguale condanna è stata espressa dalle autorità indipendenti, sovranazionali e nazionali, come testimonia il recente rapporto sui Cpr del Garante nazionale. Senza un adeguato mantenimento dei legami affettivi e il generale esercizio della libertà di comunicazione con l’esterno, specie con il difensore, il Cpr è diventato il luogo ideale dell’abbandono e dell’oblio. Come evidenziato dall’Ucpi, se, poi, si considera che solo il 50% delle persone che vi transitano vengono effettivamente rimpatriate, risulta evidente come il sacrificio della libertà personale si risolve in una eclatante ipocrisia istituzionale, che ha trasformato la detenzione amministrativa dei migranti in uno stato detentivo applicato in palese violazione della legalità costituzionale. Nessun fine di sicurezza o di contenimento e nessun altro possibile legittimo scopo possono giustificare simili condizioni. A tal proposito, non possiamo non registrare la nostra preoccupazione e contrarietà alle nuove allarmanti disposizioni preannunciate nel pacchetto sicurezza previste dal Governo, che, con l’introduzione di nuove ipotesi di reato e aggravamenti di pena relativi a quegli stessi contesti di privazione della libertà nei centri per il rimpatrio, assumono una

luce di ulteriore sinistra iniquità.

* presidente Camera Penale