Sosta selvaggia all’ospedale. Parcheggi vicino agli ingressi, arrivano dissuasori e catene

Il Sant’Anna mette in atto un piano per evitare la calca di veicoli fuori dagli stalli previsti "Un tavolo di confronto per analizzare le problematiche più ricorrenti e le possibili soluzioni" .

Sosta selvaggia all’ospedale. Parcheggi vicino agli ingressi, arrivano dissuasori e catene
Sosta selvaggia all’ospedale. Parcheggi vicino agli ingressi, arrivano dissuasori e catene

Stop alla sosta selvaggia nei parcheggi dell’ospedale di Cona. È un problema che si presenta pressoché quotidianamente, quello della sosta dei veicoli in aree non consentite della struttura, generalmente vicino agli ingressi. Un fenomeno che si concentra al mattino, momento in cui si accavallano le visite ambulatoriali e le attività ospedaliere. L’azienda sta, per questo, mettendo a terra una poderosa operazione di sensibilizzazione sull’utilizzo corretto dei parcheggi. Cercando, in particolare, di disincentivare il parcheggio delle auto fuori dagli stalli, mettendo in atto una serie di azioni come la posa a bordo strada di numerosi dissuasori (dispositivo stradale utilizzato per impedire il passaggio o la sosta ai veicoli, dalla forma cilindrica sormontata da una semisfera, detta ‘a panettone’) e catene proprio per impedire la sosta in prossimità di rotonde e tratti stradali pericolosi.

Nonostante queste azioni, "molto spesso troviamo veicoli parcheggiati non correttamente", rilevano dal Sant’Anna. Per questo, l’azienda ospedaliero-universitaria, mediante il proprio mobility manager "ha promosso un tavolo di confronto per analizzare le problematiche ricorrenti derivanti dalle ripetute violazioni alle limitazioni e alla disciplina delle aree adibite a parcheggio. Inoltre è stata messa in atto una valutazione congiunta delle possibili soluzioni di mobilità da e per l’ospedale. I soggetti coinvolti sono stati l’ufficio di mobilità del Comune, Ami, Tper e la polizia locali. I parcheggi a Cona, comunque, non mancano: sono infatti presenti 2.362 posti auto, di cui 124 destinati ai veicoli di persone con disabilità (in numero tre volte maggiore rispetto alle indicazioni di legge, che prevedono un posto riservato ogni 50).