Torture nei confronti di un detenuto. Il pm: "Condannate i due agenti". Richieste per dodici anni e mezzo

In tribunale la discussione sui fatti che hanno riguardato le presunte lesioni in carcere ad Antonio Colopi. Istanze delle difese per l’assoluzione. Bova "Atti in procura per perseguire la parte offesa per calunnia".

Torture nei confronti di un detenuto. Il pm: "Condannate i due agenti". Richieste per dodici anni e mezzo

Torture nei confronti di un detenuto. Il pm: "Condannate i due agenti". Richieste per dodici anni e mezzo

Sul presunto pestaggio subito da un detenuto nel carcere di via Arginone, da parte di due agenti della polizia penitenziaria, ieri, è arrivato il conto della procura. Il pubblico ministero Isabella Cavallari, al termine della lunga requisitoria, ha chiesto la condanna a sei anni e mezzo di reclusione per Geremia Casullo, sessant’anni, e a sei anni per il collega Massimo Vertuani, 54 anni (entrambi assistiti dall’avvocato Alberto Bova). Un anno di condanna, invece, per l’infermiera del carcere al tempo dei fatti contestati, Eva Tonini, assistita dall’avvocato Denis Lovison, per il reato di falso e il proscioglimento invece, per l’accusa di favoreggiamento. Il magistrato, dopo la lunga ricostruzione degli eventi di quel 30 settembre del 2017 – quando il detenuto per omicidio, Antonio Colopi a suo dire era stato picchiato selvaggiamente dai due agenti – è passata a sottolineare quali sono i passaggi fondamentali che l’hanno portata a convincersi della colpevolezza degli imputati. Secondo il pm Cavallari le ferite sul volto e sulla schiena del carcerato "sono compatibili anche con il battiferro in dotazione alla Penitenziaria", ma soprattutto che a specifica richiesta, durante gli interrogatori degli allora indagati e oggi imputati, Casullo e Vertuani, mai hanno detto "di non essere stati loro", ma solo che "erano stati aggrediti per primi". E anche le ferite descritte nei referti medici degli agenti, hanno evidenziato lesioni compatibili con pugni e calci che secondo l’accusa loro hanno inferto al detenuto, "ammanettato e spogliato, lasciato in slip, non si sa per quale ragione. Era una maschera di sangue", ha dichiarato la pm Cavallari. Una condotta quella dei due agenti che per il magistrato configura il reato di lesioni e tortura. Mentre per l’infermiera la richiesta di condanna è di un anno per il falso "per avere annotato che Colopi era agitato". Chiesto invece il proscioglimento per il favoreggiamento. La parte civile invece ha chiesto 100mila euro di risarcimento danni, con una provvisionale di cinquantamila.

Le difese. L’avvocato Bova che assiste i due agenti della Penitenziaria, ha sottolineato che "la perizia della dottoressa Gaudio (per la quale il detenuto è affetto da una psicopatologia di tipo narcisistico, ndr) sconfessa tutte le calunnie di Colopi nei confronti di Casullo e Vertuani". Al termine della sua arringa quindi il legale ha chiesto l’assoluzione e la trasmissione degli atti alla procura per calunnia. Ha chiesto l’assoluzione della sua assistita anche l’avvocato Lovison, sottolineando che Tonini si è limitata ad annotare quello che era la realtà dei fatti e che nei due giorni precedenti l’episodio contestato, Colopi si era reso responsabile div iolenza e resistenza a pubblico ufficiale, per i quali è stato condannato. Si torna in aula il 10 aprile prossimo per repliche e sentenza.