Una storia di successo "Dai ferri di cavallo all’elettronica di bordo, ecco le Officine Padovani"

L’attività ha tagliato il traguardo dei 170 anni con alla guida la stessa famiglia. Ancora oggi una testimonianza della tradizione è l’antica incudine del 1903. Il sindaco Fabbri: "Sarò felice di celebrare questa straordinaria ricorrenza". .

Una storia di successo  "Dai ferri di cavallo  all’elettronica di bordo,  ecco le Officine Padovani"
Una storia di successo "Dai ferri di cavallo all’elettronica di bordo, ecco le Officine Padovani"

Il primo fabbro fu Francesco Padovani e iniziò l’attività registrata nel 1853. Da quel momento, di padre in figlio, la storia delle Officine Padovani di San Bartolomeo in Bosco prosegue senza interruzioni – attraversando le due guerre – fino ai giorni nostri. Cinque generazioni, sempre al servizio dell’economia agricola, ma non solo. Cinque generazioni che hanno visto il passaggio dai ferri di cavallo alla moderna elettronica di bordo.

"Dalla tradizione all’innovazione la nostra storia procede con aggiornamenti continui e corsi anche all’estero per rimanere al passo con i tempi delle nuove tecnologie legate all’agricoltura che, mai come oggi, hanno aperto nuovi scenari e nuovi mondi, con ritmi e velocità crescenti e incalzanti", spiega Gianni Padovani che, col fratello Mauro, rappresenta la discendenza attuale di quella tradizione (arricchita anche dai gemelli Nicolò e Federico, figli di Gianni), mentre il padre – Sergio Padovani – con la moglie Marilù (sono sposati dal 1966), "rimangono i nostri inossidabili punti di riferimento, di vita e di lavoro". I due fratelli sono stati recentemente chiamati da un’emittente di Padova a raccontare i 170 anni di attività, lavoro, mutamenti. Inoltre, proprio Gianni ha in elaborazione un libro sulla storia dell’officina. E presto – annuncia il sindaco Alan Fabbri – "sarò felice di tornare a far visita all’Officina per celebrare questa straordinaria ricorrenza".

"Tutto è nato - spiega - dal diploma d’onore conferito a mio nonno Mario Giuseppe nel 1965 al quale venne riconosciuto un premio della Camera di Commercio di Ferrara per la storia aziendale. A partire da quell’attestato, la curiosità mi ha portato a ricercare nell’archivio storico di Ferrara, e in quello della nostra parrocchia". Dall’analisi delle carte e delle testimonianze scritte sono emerse informazioni, documenti e foto. Come quella della prima casa del fondatore dell’attività: "Era al civico 313 di via Imperiale", spiega, "all’interno della tenuta agricola Calzolari . Prima di questa costruzione si narra che l’attività del fabbro, nostro avo, si svolgesse in un capanno di legno nella stessa posizione dove poi venne eretta la casa. Al centro di questa c’era l’abitazione, mentre nelle due parti laterali c’erano la falegnameria e l’officina dove si ferravano cavalli, si producevano cerchi per le ruote in legno dei carri, allora trainati dai buoi, carri prodotti nella falegnameria. La famiglia ha superato in quelle mura la drammatica rotta del Reno nel 1951 ospitando diversi sfollati ed è vissuta senza corrente elettrica fino al 1964".

Anni difficili in cui il lavoro comportava anche particolari rischi, come dimostrano anche le ferite causate dagli animali al compianto nonno Mario durante la ferratura di cavalli e buoi. Una delle testimonianze storiche più antiche anche oggi presente in officina è l’antica incudine, del 1903, ancora utilizzata. Porta la firma della storica ditta Pisa di Ferrara. Fu nel 1964 che l’attività si trasferì in via Barchessa e poi, nel 1975, in via Masi, la sede odierna. Qualche decennio fa uno scultore locale, Gastone Talmelli, volle celebrare questa storia, dedicando una sua opera.