Quotidiano Nazionale logo
8 apr 2022

Si spacca anche l’Ascom E così ci guadagna Rimini

Confcommercio Forlì e Cesena fuori dal nuovo consiglio dell’ente. Agli adriatici più posti e il vice: in pole Fabrizio Vagnini (Confesercenti)

Fino a un giorno fa i dissidi erano verbali, ma ora diventano effettivi. Le Confcommercio di Forlì e di Cesena non hanno designato alcun rappresentante per il nuovo consiglio della Camera di commercio della Romagna.

L’elenco dei 22 candidati è stato spedito in Regione (ente cui spetta la verifica delle eventuali incompatibilità), ma le due associazioni, da mesi in polemica con le altre della piccola e media impresa, si sono chiamate fuori.

Si consuma così, per la prima volta nella storia dell’ente camerale, la spaccatura fra le associazioni. Da sottolineare che il fronte del commercio è diviso: Confcommercio Rimini non ha seguito le ’sorelle’ di Forlì e di Cesena e le Confesercenti dei tre territori da tempo non hanno accettato lo scontro che verte sul nome di Carlo Battistini, ex vice sindaco di Cesena, in passato direttore della stessa Confcommercio di Cesena. In teoria, a questo punto, una volta che la Regione proclamerà gli eletti, il consiglio potrà riunirsi e nominare il presidente e il vice; ruolo, quest’ultimo, che potrebbe andare a Fabrizio Vagnini, presidente di Confesercenti Rimini. Proprio il territorio riminese dovrebbe essere quello che più ci guadagna (i calcoli sono complessi) dall’assenza dei rappresentanti di Ascom Forlì e Cesena. La procedura potrebbe richiedere un paio di settimane o qualcosa in più. Ma in assenza di dichiarazioni ufficiali, continuano a circolare le voci.

Qualcuno s’industria ancora a ricercare una soluzione che metta tutti d’accordo – ma non ci si è riusciti nei sette mesi precedenti – , altri manifestano un certo imbarazzo per la situazione, che crea comunque un po’ di disagio nei rapporti fra soggetti che, comunque, devono dialogare su molte partite. Venute a cadere le candidature di Augusto Patrignani (Confcommercio Cesena) e Giancarlo Corzani (Confesercenti Forlì) al nome di Battistini si è giunti anche per la difficoltà di trovare una figura che incontrasse il favore di tutti. Un personaggio espresso da una singola associazione? Forse troppo esposto, e per due ragioni: l’appartenenza alla categoria e al territorio.

"Battistini è una persona degnissima, ma non c’entra nulla con la piccola e media impresa", hanno ripetuto i ’rivoltosi’. "Fuori la politica dalla scelta del presidente", è stato il corollario. Battistini ha un lontano passato da democristiano, quindi dall’area Margherita è passato al Pd; il profilo di un moderato, si direbbe. Ma la sua esperienza al fianco di Paolo Lucchi, nell’amministrazione di Cesena, può legittimare chi lo identifica come proveniente da una parte e far salire i toni in coloro che, magari dietro le quinte, ne sostengono un’altra.

I giochi sono fatti? Sembra di sì. Ma l’elezione sta nelle mani dei 25 consiglieri – 22 emanazione delle associazioni di categoria, gli altri delle professioni, dei sindacati e dei consumatori – e bisogna attendere il voto, prima di dichiarare che la contesa è chiusa.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?