Beffa in busta paga: "C’è il maxi conguaglio, a febbraio riceverò un euro di stipendio"

La vicenda paradossale di una dirigente amministrativa scolastica di Forlì: "Poiché sforo il tetto dei 25mila euro, devo restituire le agevolazioni. Senza rateizzazione non so come fare con le bollette, la spesa e l’affitto"

Maria Rosaria Somma mostra sulla App del ministero l’importo della busta di febbraio
Maria Rosaria Somma mostra sulla App del ministero l’importo della busta di febbraio

Forlì, 11 febbraio 2024 – Il suo prossimo stipendio sarà di 1 euro. Una cifra decisamente misera che si spiega con un impiccio burocratico, ma che, di fatto, avrà conseguenze pesanti sulla gestione economica dei prossimi mesi. È quello che è successo a Maria Rosaria Somma, direttrice amministrativa scolastica di Forlì. "Nei giorni scorsi – racconta – sull’app del ministero delle Finanze, ho visto l’importo di pagamento della prossima mensilità e così ho scoperto che sarebbe stato di appena un euro. Ci sono rimasta di stucco, non capivo come fosse possibile". Così ha indagato le ragioni che sono state ben presto chiarite: "Nel 2023 il Governo aveva assicurato delle piccole agevolazioni fiscali a tutti i dipendenti pubblici che non avessero superato il reddito di 25mila euro. Si è trattato di sgravi che ammontavano a qualche centinaio di euro. Io, così come tanti altri, ho ricevuto queste agevolazioni, ma poi è risultato che avevo superato la soglia richiesta: del resto con il mio ruolo professionale è facile che questo possa succedere".

Allora è scattato d’ufficio il conguaglio da parte dell’Agenzia delle Entrate, ossia una detrazione pari alle agevolazioni ricevute che va a incidere direttamente sulla busta paga: "In questo non ci sarebbe niente di male – prosegue Somma –, se non fosse che il conguaglio è scattato in un’unica soluzione, andando a decurtare completamente il mio stipendio". Fatto salvo quell’unico euro che le arriverà a fine mese. E non è finita qui. Come in un racconto di Kafka, l’ulteriore burla è che le commissioni ne rendono svantaggiosa la riscossione. "Non sono l’unica dipendente pubblica in questa situazione – prosegue –. Anzi, un collega ha addirittura avuto un saldo negativo".

Maria Rosaria Somma, tiene a ribadirlo, non ha obiezioni sul conguaglio in sé, ma sulla modalità: "Messa così sembra quasi un brutto scherzo, senza contare che privare dello stipendio un lavoratore è incostituzionale. So che sui conguagli l’Agenzia delle Entrate non permette dilazioni, ma è assurdo: ci sono persone che, in questo modo, potrebbero trovarsi ridotte alla fame". Il problema anche per la stessa Somma è concreto. "Sono molto preoccupata – ammette –, perché dalla fine di febbraio fino al 23 marzo, giorno in cui mi arriverà lo stipendio successivo, dovrò comunque pagare l’affitto e le bollette e dovrò fare la spesa e in questa situazione è molto gravoso, infatti anche se ho superato la soglia fissata dal Governo non sono certo una milionaria". Non solo: "Non sono nemmeno certa che sia finita qua, infatti mi resta il dubbio che potrei avere una ulteriore detrazione anche il mese successivo. Non mi resta che aspettare e sperare, ma non posso non sottolineare l’evidenza che queste modalità di riscossione non tengono conto delle persone".