Carcere, laboratori ‘maggiorenni’. Rinnovato il protocollo d’intesa

Inserimento socio-lavorativo e progetti d’inclusione per i detenuti: Techne, aziende e istituzioni insieme

Carcere, laboratori ‘maggiorenni’. Rinnovato il protocollo d’intesa
Carcere, laboratori ‘maggiorenni’. Rinnovato il protocollo d’intesa

Una rete di oltre venti aziende del territorio collaborano con la casa circondariale di Forlì e con l’ente di formazione Techne, d’intesa con oltre 40 soggetti tra istituzioni, enti, associazioni e sindacati. Tra questi, i Comuni di Forlì, Forlimpopoli e Castrocaro, l’Ausl Romagna, l’Inail, l’Ispettorato territoriale del lavoro e l’Ufficio scolastico di Forlì-Cesena e Rimini. Sono sono alcuni dei dati e dei ’volti’ riguardanti il progetto per il sostegno all’inserimento socio-lavorativo e al rafforzamento dei percorsi di inclusione di persone detenute, nato oltre 18 anni fa. Da allora, sono state tante le iniziative che lo hanno reso operativo, con l’organizzazione di laboratori, percorsi formativi e tirocini.

Il protocollo d’intesa che lo rende possibile è stato rinnovato ieri, alla presenza degli attori coinvolti e sarà in vigore fino al 2026. E si è voluto far coincidere la firma dell’atto con un’altra ricorrenza: il 18° compleanno del primo laboratorio nato il 6 febbraio del 2006, all’interno del carcere. Da allora, sono 110 i detenuti che sono stati coinvolti nelle attività produttive.

"Questa è una giornata importante – sostiene Carmela Di Lorenzo, direttrice della casa circondariale di Forlì dal marzo 2023 –. Si tratta di una situazione virtuosa voluta da chi, a partire dal 2006, si è impegnato in questo progetto. Il lavoro in carcere è molto importante, perché, oltre a contribuire al mantenimento della famiglia, il detenuto ha l’opportunità di accrescere la consapevolezza delle proprie capacità, di migliorare e acquisire competenze spendibili una volta fuori. E ha anche una funzione anti-recidivante – continua la direttrice – perché, fatto il percorso, è possibile che il detenuto si astenga dal commettere nuovi reati". Il progetto si articola in iniziative che comprendono laboratori interni, sia produttivi che formativi, e azioni di tirocinio formativo. Lia Benvenuti, direttrice di Techne, l’ente pubblico che si occupa di formazione e ha una funzione di tutoraggio e monitoraggio dei percorsi professionalizzanti all’interno del carcere, spiega: "I nostri progetti sono stati sempre realizzati in rete con il territorio. Come il progetto interprovinciale ’Raee in carcere’, per il recupero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che ha coinvolto gli istituti penitenziari di Forlì, Ferrara e Bologna". Il progetto, rinnovato nel luglio scorso, ha ora una partnership ancora più ampia.

"Questa è una bella storia – interviene Gian Luca Zattini, primo cittadino di Forlì –, che contiene un messaggio: il detenuto è una persona da rispettare, che ha una capacità di progettare il futuro". E fa riferimento, il sindaco, al cantiere aperto da anni per la costruzione del nuovo carcere nel quartiere Quattro. "Un cantiere bloccato per motivi burocratici – dice –. Me ne farò carico con tutte le mie possibilità, fino a portarlo a termine". "Contribuire al finanziamento di questi progetti, vuol dire spendere bene i soldi pubblici", ha commentato Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna. "Dobbiamo sempre impegnarci perché la pena sia finalizzata alla rieducazione, come è scritto nella nostra Costituzione", ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Cesena Enzo Lattuca.

Paola Mauti