Casa della Comunità. Inaugurata a Santa Sofia, è attesa anche ai Portici: "Così servizi più vicini"

Quella aperta ieri ospita i medici di famiglia (uno reperibile per emergenze), un’infermiera dedicata ai malati cronici e gli assistenti per anziani e disabili. In Val Bidente dal 22 gennaio anche il primo Cau, per i pazienti meno gravi.

Casa della Comunità. Inaugurata a Santa Sofia, è attesa anche ai Portici: "Così servizi più vicini"

Casa della Comunità.

La Casa della Comunità dell’Alta Valle del Bidente da ieri è una realtà: la sua importanza è stata suggellata dall’inaugurazione dei locali di via Nefetti a Santa Sofia da parte del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e del direttore generale Ausl Romagna Tiziano Carradori, alla presenza degli amministratori di Santa Sofia, della sindaca di Galeata Francesca Pondini, dei progettisti e dei funzionari dell’Ausl e dell’Asp San Vincenzo de’ Paoli.

Le Case della Comunità (quelle che fino a pochi anni fa si chiamavano Case della Salute) sono oggi al centro dell’interesse nel mondo della sanità perché sono uno dei perni della riforma avviata dalla Regione: la stessa Forlì ne prevede una, da costruire nell’area tra via Colombo e via Vespucci, vicino all’area dei Portici.

"Oggi abbiamo davanti una grande sfida – ha precisato Bonaccini nel corso del suo intervento –. La sanità pubblica si sta indebolendo: medici, tecnici ed infermieri fuggono verso il privato, ma il Governo sembra non accorgersene e farà mancare alle Regioni nel biennio 2023-24 ben 5 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà, secondo i più accrediti osservatori, l’Emilia Romagna è la prima regione italiana per la qualità delle cure alle persone". Bonaccini ha citato Forum Ambrosetti, Fondazione Gimbe, Ministero della Salute e Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali-Agenas. "L’inaugurazione di questa Casa della Comunità e il progetto per costruirne una anche a Forlì sono un segnale di controtendenza chiaro. Le comunità periferiche non vanno lasciate sole ma messe in rete con le eccellenze della sanità più vicine. Infine questa Casa della Comunità ospita non solo i medici di famiglia, ma una miriade di servizi per il sociale sempre più richiesti. Se vogliamo salvare e qualificare la sanità pubblica che è il bene primario insieme all’istruzione dobbiamo però riconoscere ai professionisti della sanità adeguati stipendi".

Il direttore generale dell’Ausl Tiziano Carradori ha confermato che il 22 gennaio sarà inaugurato all’ospedale Nefetti il nuovo servizio Cau (Centro di Assistenza e Urgenza; si tratta di una sorta di Pronto soccorso dedicato ai casi meno gravi): il Cau si affiancherà al Punto di Primo Intervento dell’ospedale Nefetti e all’Uca (Unità di continuità assistenziale; ovvero l’assistenza a domicilio dei pazienti dimessi dall’ospedale). Il dottor Francesco Sintoni, direttore del distretto socio-sanitario del Forlivese, ha precisato che "il Cau che sostituirà il servizio di guardia medica, servirà per le urgenze di bassa intensità e servirà pertanto da punto di snodo tra il medico di base e l’ospedale. Funzionerà nelle ore diurne e notturne e per le urgenze minori saranno in rete con il 118 i centralini ai nuovi numeri 116-117".

Dopo i saluti e i ringraziamenti del sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi, l’assessora al welfare Ilaria Marianini ha spiegato le novità nel dettaglio: "All’interno della struttura ci sono aree dedicate al sociale, come l’ufficio dell’operatore di prossimità, lo Sportello Unico Asp, gli assistenti sociali dell’area minori, adulti, disabili e anziani. Inoltre, la Casa della Comunità ospita già gli ambulatori dei medici. A disposizione dei medici ci sarà un ufficio di segreteria attivo 7 ore al giorno, tramite il quale sarà possibile prendere appuntamento. Per le emergenze, inoltre, sarà sempre disponibile, a turno, uno dei medici del nucleo di cure primarie presso l’ambulatorio di comunità, aperto 8 ore al giorno e sempre previo accordo telefonico. Nella struttura troverà spazio anche l’infermiera di comunità con un ambulatorio dedicato alle cronicità e l’organizzazione del servizio di infermiera a domicilio". Oscar Bandini