Centro, in 250 contro spaccio e degrado: "Anche aggressioni e minacce, ora basta"

La protesta, nata in via degli Orgogliosi, si è allargata ad altre aree: "Chiediamo solo normalità". Vertice in Prefettura dopo la raccolta firme

Centro, in 250 contro spaccio e degrado: "Anche aggressioni e minacce, ora basta"

Centro, in 250 contro spaccio e degrado: "Anche aggressioni e minacce, ora basta"

"Non abbiamo alcun fine politico, la nostra iniziativa è volta solo ed esclusivamente ai cittadini che vivono in centro storico e che vogliono vedere rispettate le più elementari norme di convivenza civile, di buona educazione e di rispetto. Un rispetto che spesso manca e che non è reciproco". L’avvocato Laerte Cenni, 54 anni, originario di Faenza ma da 20 anni residente a Forlì in via degli Orogliosi, ha il tono di voce calmo ma deciso quando racconta come è nata l’iniziativa di cui si è fatto promotore: quasi 250 firme raccolte da un comitato di abitanti che è stato ricevuto mercoledì dal sindaco Gian Luca Zattini e dal suo vice Daniele Mezzacapo, poi giovedì ha partecipato in Prefettura al Tavolo sulla sicurezza e ieri mattina è stato ricevuto dal vescovo Livio Corazza.

Cenni, come nasce questa aggregazione e perché?

"Io e il mio amico commercialista Nicola Baccarini da tempo stiamo cercando di fare qualcosa per affrontare il degrado di alcune vie del centro storico, fra cui quella nella quale vivo".

Dunque via degli Orgogliosi.

"Dove ha aperto un mini market che attira gente che spesso crea problemi a qualsiasi ora del giorno fra rissa, urla, alcune aggressioni e spaccio di droga. Vediamo persone urinare sulle mura del Duomo, gente che alle 16 si fa liberamente una canna in mezzo alla strada, o qualcuno che sniffa una riga di coca sul cofano di una macchina. Non mi sembra che tutto questo sia normale e soprattutto civile".

Lei o un suo famigliare avete mai subito aggressioni?

"Noi no, ma alcuni dei quasi 250 che hanno firmato il documento sì. Anche minacce. Il tutto a due passi dal Comune, a due dalla Prefettura e a quattro dalla Questura. Molti di noi hanno famiglie con bambini: tornare a casa di sera non è proprio una situazione di massima sicurezza e serenità".

A chi vi siete rivolti?

"Mercoledì al Comune. Giovedì in Prefettura c’erano il prefetto Rinaldo Argentieri, il questore Claudio Mastromattei e i comandanti di carabinieri, Guardia di finanza e Polizia locale. Ieri, poi, siamo stati ricevuti dal vescovo che ha promesso il suo interessamento".

Risultati di questi incontri?

"Il prefetto e il questore ci hanno ringraziato della raccolta firme e delle segnalazioni e ci hanno ascoltato direi con un certo interesse. Ci hanno dato tutti la garanzia che sarebbero intervenuti e avrebbero monitorato le zone interessate. Per ristabilire una normale convivenza civile e cancellare fenomeni di delinquenza, di degrado e di paura".

Avete segnalato nello specifico un market...

"Il questore ne aveva decretato la chiusura per 15 giorni. Nei quali la nostra via sembrava un luogo paradisiaco, o semplicemente una via normale. Ma quell’attività sta per riaprire".

Era necessaria la vostra raccolta firme?

"Eccome. Quando mi è stato detto che Forlì è una città tranquilla, ho risposto che se si continua a tacere e a far finta di niente mentre succedono certi fatti, anche la città più tranquilla può trasformarsi in un luogo un po’ insicuro".

Adesso cosa farete?

"Resteremo vigili. Lunedì ci incontreremo, decideremo ulteriori passi da farsi e valuteremo spazi e modi di altre iniziative che possano coinvolgere tutti i residenti nel centro storico, compresi quegli stranieri che quando si comportano bene sono i benvenuti in ogni nostra comunità".