Donazioni come garanzia, Zattini tira il freno "Era una proposta, niente di deciso ancora"

Con un video messaggio, il primo cittadino di Forlì ha risposto alla polemiche su come destinare 1.100.000 euro raccolti. La questione resta dunque aperta, in attesa della prima commissione speciale sull’alluvione prevista per giovedì.

Donazioni come garanzia, Zattini tira il freno  "Era una proposta, niente di deciso ancora"
Donazioni come garanzia, Zattini tira il freno "Era una proposta, niente di deciso ancora"

"Io non m’innamoro mai di nessuna idea", queste le parole del sindaco Gian Luca Zattini che sembrano preludere a un passo indietro sul progetto della giunta di utilizzare un milione e 100.000 euro di donazioni pro alluvionati come garanzia e per pagare gli interessi di eventuali mutui a favore delle persone colpite. Proposta che negli ultimi giorni ha scatenato una marea di proteste. Il sindaco ha scelto di diffondere il suo pensiero su questo argomento nella tarda mattinata di ieri tramite un video.

Prima di pronunciare quelle parole, Zattini ha comunque rifatto i conti, già portati dall’assessore Cicognani in consiglio comunale: 1,1 milioni divisi per le 3.000 richieste arrivate per i contributi di immediato sostegno "fa un rimborso di 300400 euro a famiglia". Da qui il ragionamento di voler usare queste risorse come moltiplicatore, con 12 o 18 mesi di pre-ammortamento sostenuto dal Comune e "in attesa dei sicuri rimborsi da parte del Governo". Insomma, il meccanismo garantirebbe cifre maggiori (Cicognani, sul Carlino di domenica, ha detto che i prestiti potrebbero arrivare a 20mila euro) che permetterebbero alle famiglie di partire con la sistemazione delle case senza dover pagare interessi.

Zattini, però, ha dato a intendere di essere disponibile a camiare idea, fissando come data spartiacque la prima convocazione della commissione speciale sull’alluvione prevista per giovedì: "Voglio affermare che non c’è niente di deciso. Se giovedì venissero fuori proposte, ipotesi diverse, l’idea che abbiamo è quella di andare incontro alle esigenze dei cittadini". Il sindaco si dice poi dispiaciuto per le strumentalizzazioni fatte su questa, che ribadisce, "era una proposta, già presentata ai rappresentanti dei quartieri e alle associazioni, ma pur sempre una proposta". Il coinvolgimento, benché embrionale, dei quartieri non era ancora emerso.

Le strumentalizzazioni potrebbero, secondo il primo cittadino, "rallentare eventuali donazioni da parte di altri soggetti che si erano detti disponibili ed esacerbare gli animi, mettere un malessere ulteriore a chi già tanto soffre. Se c’è stato un problema, me ne scuso". Una nota a margine: già un’altra volta Zattini disse pubblicamente "non m’innamoro mai di una idea". Fu sull’arrivo di Esselunga. Che poi, in effetti, saltò.

Matteo Bondi