Fiere verso la ‘sinergia’: "Forlì non si regge più, lavori insieme a Cesena"

In via Punta di Ferro fatturati ridotti e problemi di infiltrazioni al tetto. La Camera di Commercio: "Va risanata per puntare a convegni e congressi".

Fiere verso la ‘sinergia’: "Forlì non si regge più, lavori insieme a Cesena"

Fiere verso la ‘sinergia’: "Forlì non si regge più, lavori insieme a Cesena"

"La Fiera di Forlì, così, non ha più ragione di essere. Meglio pensare a una sinergia con la Fiera di Cesena". Lo dice il presidente della Camera di Commercio della Romagna, Carlo Battistini. L’ente che guida aveva dato quest’indicazione – nero su bianco – già nel dicembre 2022, ponendo l’intesa con Cesena come condizione per confermare il proprio impegno economico (nella Fiera di Forlì i soci sono il Comune, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e la Camera di Commercio).

"Il pensiero è stato espresso all’unanimità dall’intero consiglio di amministrazione – spiega Battistini, che di Cesena è stato anche vicesindaco –. In quell’occasione avevamo anche indicato, come possibile futuro, la forte sinergia con Cesena entro la fine del 2023". La scadenza è passata: si andrà avanti senza accelerazioni. Ma la rotta, per Battistini, sembra tracciata: "Non si tratta di uscire dalla compagine societaria o non capitalizzare, ma di prendere atto che la Fiera di via Punta di Ferro, messa così, non può andare avanti ancora per molto. Sarebbe bene cercare una strategia di uscita che la possa salvare". Cosa significa l’espressione utilizzata nel documento, ‘forte sinergia con Cesena’? "Nel nostro territorio la Fiera di valore nazionale e internazionale è quella di Rimini, quelle di Cesena e di Forlì devono invece organizzarsi al meglio e in sinergia per poter andare ad aggredire altri mercati, come quello congressuale e convegnistico, oltre ad organizzare fiere più piccole di carattere locale". Rimini ospita già le due eccellenze locali: Macfrut (nata a Pievesestina per l’ortofrutta) e Fieravicola (storica iniziativa forlivese per il settore dei polli).

La Fiera di Forlì versa in condizioni disastrose, con i padiglioni che sono vecchi e malconci: soprattutto a destare grande preoccupazione è il tetto sul quale è montato un impianto fotovoltaico che, però, quando è stato installato ha provocato seri danni. Infiltrazioni che si ripercuotono nei sottostanti padiglioni: ogni volta che piove, si formano gocciolamenti all’interno dei padiglioni stessi. Servirebbero lavori di manutenzione straordinaria che però non sono mai stati realizzati. Dal Comune di Forlì dicono che è in corso un nuovo tentativo per sanare il tetto pur lasciando l’impianto, che è decisivo per la stessa sostenibilità economica del complesso.

"L’ideale sarebbe avere un’unica gestione per entrambi i quartieri fieristici, di Forlì e di Cesena – riprende Battistini –. Per poi realizzare un piano di interventi che modernizzi i padiglioni di Forlì per renderli più funzionali a ospitare convegni e congressi". A che punto siamo con l’ipotesi di ‘sinergia’? "In questo anno abbiamo incontrato più volte il Comune di Forlì e, ora, è sulla nostra stessa lunghezza d’onda: quest’anno bisognerà verificare la gestione unitaria delle due fiere". Fonti vicine alla giunta forlivese confermano questo scenario.

Di certo, rispetto alla prima ipotesi, servirà un po’ più di tempo. Che, comunque, inizia a stringere: alternative non se ne vedono. "La legge prevede che le fiere sotto a una certa cifra di fatturato debbano chiudere e Forlì è al limite. Prima che si sia costretti a dismettere la Fiera sarà bene rilanciarla".