Galeata, il calzolaio Primo spegne 100 candeline

Lo storico artigiano del paese nella sua vita ha riparato migliaia di scarpe. E’ stato festeggiato da amici, parenti e sindaco alla pasticceria Erchi.

Galeata, il calzolaio Primo spegne 100 candeline

Da sinistra la figlia Paola, Primo, la moglie Agostina e il sindaco Francesca Pondini

Ha compiuto 100 anni Primo Cappelli di Galeata. Nato infatti a Galeata il 26 marzo 1924 nel podere Bellavista, vicino al fiume Bidente, da una famiglia contadina, vi abitò fino al 1942 quando si trasferì a Galeata aprendo poi negli anni ‘60 la sua bottega di calzolaio in via IV Novembre sotto le logge, di fronte all’attuale farmacia. Dopo aver imparato il mestiere fin da ragazzo, Primo divenne un artigiano provetto, riparando migliaia di scarpe per la numerosa clientela del paese natale e dei centri limitrofi.

I clienti, di tutte le classi sociali, ne hanno sempre apprezzato la calma e la precisione nel riparare scarpe e gli accessori in pelle. Sposato con Agostina Facibeni, classe 1935, padre di una figlia, Paola, che vive a Terra del Sole, è l’unico dei fratelli (due maschi e una femmina) ancora in vita.

Primo ha continuato per anni a lavorare nel suo laboratorio/abitazione di via Togliatti, rallentando ovviamente i ritmi, dopo essere andato in pensione "perché non riuscivo a stare senza far nulla". Le richieste erano tante e Primo, pur tra molti no, i clienti di sempre li accontentava. Oggi, nonostante l’età, è ancora in forma, lucido, deambula discretamente ed è stato festeggiato alla Pasticceria Erchi dai famigliari, dai numerosi parenti, nipoti e pronipoti, dai cognati tra i quali Anna Zanetti, presidente Auser Civitella, dai volontari Auser di Galeata, dagli amici e dagli amministratori di Galeata guidati dal sindaco Francesca Pondini che si è congratulata e ha scherzato con Primo consegnandoli poi una targa omaggio. "E’ stata una bella festa – ha commentato il sindaco –. Ho visto Primo contento per l’affetto con cui è stato circondato. Il giusto riconoscimento a un uomo probo".

Oscar Bandini