Il dramma raccontato dalle donne: "Forza e solidarietà in scena"

La Compagnia Bella ha rappresentato storie vere alla Fabbrica delle Candele: una serata intensa e partecipata .

Il dramma raccontato dalle donne: "Forza e solidarietà in scena"

Il dramma raccontato dalle donne: "Forza e solidarietà in scena"

Una serata intensa e commovente, scandita da parole e lacrime, e la pioggia (inatteso effetto sonoro e scenografico) in sottofondo, fatta di ricordi vividi che ancora segnano le vite di tanti. Tante, in questo caso. Giovedì la Fabbrica delle Candele ha ospitato la seconda edizione del progetto ’Forlì – Storie di Donne’. La rassegna si sarebbe dovuta tenere lo scorso giugno, ma fu rinviata a causa dell’alluvione. Per tale ragione, la Commissione pari opportunità del Comune di Forlì e l’ideatore Ermes Fuzzi hanno ritenuto necessario coinvolgere, quest’anno, proprio le donne dei quartieri alluvionati: tra cui Romiti, Cava, San Benedetto, Roncadello, San Martino in Villafranca, tutti presenti in sala con i rappresentanti dei relativi comitati.

Attrici teatrali hanno dato vita al racconto di fatti realmente accaduti e scritti da chi ha vissuto la tragica situazione in prima persona. "La commissione Pari opportunità da due anni ha fortemente voluto l’incontro con i cittadini per promuovere storie di donne – spiega la presidente Maria Teresa Rinieri –. Quest’anno abbiamo deciso di dare questo taglio legato all’alluvione, riconoscendo nelle donne una capacità di raccontare quei momenti drammatici".

Prossimità, custodia e comunità. Queste le parole chiave che la Compagnia Bella ha portato sul palco. Momenti in cui tutti nei quartieri colpiti hanno dato una mano, diverse persone che non avevano subito danni hanno offerto accoglienza e cibo agli sfollati. In questo modo, grazie alla solidarietà, la città è andata avanti. "Due eroici pompieri mi hanno calata dal balcone di casa mia e scaricata delicatamente su un camion dell’esercito – racconta Maria –. Ho chiesto ad una coppia di fidanzati di prestarmi il cellulare per chiamare la mia famiglia. Mi sono incamminata per Via Isonzo, la strada era spaccata in più punti. Pochi istanti dopo, un’auto si è fermata davanti ad un’abitazione. E’ uscito un ragazzo, con quattro pizze in mano. Ho pianto. Loro non sapevano nulla, ordinavano la pizza. Molti non avevano visto nulla, Forlì era quella di sempre per molti. Avevo perso tutto, ma la mia città viveva come ogni giorno". E ancora colpisce il toccante racconto di Laura: "L’acqua era arrivata sotto al tavolo di casa. Non vedevo via d’uscita, mio marito ha messo il guinzaglio al cane e siamo andati al piano superiore. Non avevo pensato alla nostra gatta, mio marito è corso a prenderla e finalmente eravamo tutti salvi. Ho pianto. In quel momento – spiega – ho pensato che non avremmo più rivisto la nostra casa, era tutto da buttare. Il giorno dopo, ho sentito la signora del palazzo di fronte urlare: ’ho perso le mie auto e il garage’. In quel momento, stizzita, le ho urlato: ‘lei ha almeno un letto e degli abiti asciutti’. Ero in casa con l’acqua fino alla vita a cercare dei vestiti con il cuore gonfio d’amarezza. Giovedì 18 maggio io e mio marito eravamo già a spalare fango. Sabato 20 degli amici di mio marito sono venuti ad aiutarci, uno di loro è venuto da me con un anello d’oro chiedendomi se fosse mio. Ho pianto, era l’anello regalatomi da mia madre. Ho capito che lui era una persona speciale".

Anche il sindaco Gian Luca Zattini ha ricordato quanto frenetiche e affannate siano state quelle ore per chiunque abbia vissuto il dramma e per quanti cercavano disperatamente di aiutare, amministratori compresi. "Con questa modalità di racconto – ha chiosato il primo cittadino – si costruisce la vera storia, che nessun libro o documentario potrà mai rappresentare. Solo chi ha vissuto quelle tragedie potrà raccontarle. Ogni racconto dimostra tanta forza e determinazione, una solidarietà che si è percepita e che ha lasciato una cicatrice che la città non potrà mai dimenticare".