Il ministro Alessandra Locatelli: "Presto una legge sui familiari". A confronto con le associazioni

Visita a CavaRei e incontro in municipio. Tra i nodi affrontati, burocrazia e reclutamento di figure professionali

Il ministro Alessandra Locatelli: "Presto una legge sui familiari". A confronto con le associazioni

Il ministro Alessandra Locatelli: "Presto una legge sui familiari". A confronto con le associazioni

"Bisogna restituire dignità alle persone con disabilità e allo stesso tempo valorizzare i loro talenti. È importante stimolare un cambiamento di come il mondo guarda alla diversità. Basta pensare che siano ‘poverini’". Così, ieri, Alessandra Locatelli, ministra per le disabilità, ha aperto l’incontro nel salone comunale, dove ha dialogato con circa un centinaio di cittadini e operatori del terzo settore.

La ministra Locatelli, accompagnata dal deputato della Lega Jacopo Morrone, ha visitato in mattinata alcuni progetti di inclusione sociale nel Ravennate e, nel pomeriggio, nella sede dell’associazione CavaRei, che si occupa di inserimento lavorativo di ragazzi con disabilità, per poi spostarsi in Municipio per l’incontro pubblico. Il sindaco Gian Luca Zattini ha elogiato la capacità della città di essere all’avanguardia sul tema dell’inclusione: "Forlì è una città straordinaria sotto il punto di vista del volontariato". Tre i temi al centro dell’incontro: il sostegno ai caregiver durante il percorso di vita e la presa in carico nel futuro del soggetto fragile; la burocrazia farraginosa che limita l’accesso ai servizi e, infine, la dimensione abitativa e professionale.

"Abbiamo – spiega Locatelli – istituto due tavoli di lavoro: uno per definire una legge sui caregiver; l’altro per migliorare la mobilità delle persone fragili. Il fondo per la disabilità conta 550 milioni di euro, di cui 230 già stanziati per le autonomie scolastiche, l’ipoacusia e altro; altri 25 milioni sono destinati ai caregiver e altre risorse verranno fornite al turismo accessibile e all’inclusione lavorativa". Il lavoro dei ministeri, nei prossimi mesi, si inserisce all’interno di un tessuto legislativo già esistente. Si tratta, in particolare, della legge 227 del 2021, sul progetto di vita dei soggetti svantaggiati e della legge 112 del 2006, detta anche ‘Dopo di noi’. "Questa deve diventare anche una legge sul ‘Durante noi’", ha detto il ministro, che ha rivendicato vent’anni di esperienza lavorativa nel settore.

L’incontro (moderato da Marco Bilancioni, caposervizio del Carlino Forlì) ha dato spazio al dibattito. Alcuni genitori di giovani forlivesi fragili hanno avanzato legittimi dubbi per il futuro dei loro figli e chiesto risposte concrete alle istituzioni: "Mio figlio frequenta il centro diurno di CavaRei da quando ci siamo trasferiti dalla Basilicata. E da allora è ‘rinato’ grazie alle amorevoli cure dei suoi educatori. Nonostante siano figure fondamentali per i nostri ragazzi, il numero è spesso insufficiente e vengono retribuiti in maniera non proporzionata alle responsabilità".

Il problema dello scarso riconoscimento delle figure professionali è sollevato anche da alcune associazioni presenti: "Abbiamo un grande difficoltà a trovare personale competente – sottolinea Catia Liverani, coordinatrice dell’Opera don Pippo –, colpa anche di una enorme burocrazia. Spesso veniamo visti solo come persone dal cuore grande ma noi siamo professionisti". Si unisce a questa considerazione Franca Soglia della cooperativa Kara Bobowski con sede a Modigliana, che sollecita anche progetti europei e agevolazioni per i privati che debba abbattere barriere architettonica. Anche Giuliana Gaspari, presidente di Anffas, ha timori sui fondi: "Che fine faranno i progetti finanziati col Pnrr?".

Si è aggiunta al dibattito anche Lavinia Morigi, mamma di Andrea, che presto affronterà gli esami di Stato: "Dopo i 18 anni siamo abbandonati, ci sono pochissimi servizi dedicati". Toccante anche il testo letto dall’associazione ‘Famiglie e ragazzi senza voce’, scritto dal giovane disabile Matteo Corzani, che ha chiesto un mondo più a misura di portatori di handicap. Il tema della cultura dell’inclusione è stato sollevato anche da Enzo Lazzaro dell’Aism (associazione sclerosi multipla).

Un’importante novità della prossima riforma sarà anche quella dell’eliminazione, eccezione fatta per pochi casi, della rivedibilità per la richiesta dell’invalidità civile. "Oggi, anche con un certificato dell’ospedale, occorre presentarsi sia dal medico che dal patronato – chiosa la ministra –. Dobbiamo cercare di semplificare la vita alle famiglie". Federsolidarietà, che rappresenta le coop del settore in Confcooperative, ha consegnato alcune richieste.