La Romagna e l’attesa della pioggia L’alluvione ha segnato i cuori Vanno a ruba i sacchi di sabbia

A Forlì ne sono stati distribuiti già 400 quintali. I timori più grandi nelle zone più colpite il 16 maggio. Il comune tenta di rassicurare la gente: "Non ci saranno esondazioni". I meteorologi: "Eventi limitati".

La Romagna e l’attesa della pioggia  L’alluvione ha segnato i cuori  Vanno a ruba i sacchi di sabbia
La Romagna e l’attesa della pioggia L’alluvione ha segnato i cuori Vanno a ruba i sacchi di sabbia

di Marco Bilancioni

Un paradosso: in coda, con quasi 40 gradi, per premunirsi di sacchetti di sabbia contro gli allagamenti. E non basta l’imminente arrivo di una perturbazione per spiegarlo: oggi è allerta gialla – quella di minor gravità – nell’Emilia occidentale, non in Romagna. E fino a ieri l’unico allarme della Protezione civile riguardava il caldo. Gli esperti dicono che stanotte potrebbe cominciare a piovere, si prevede maltempo fino a mercoledì. Quanto basta, a Forlì, perché torni la paura dell’acqua.

I volontari hanno iniziato a distribuire sacchetti di sabbia venerdì pomeriggio: prima ai Romiti, poi nel quartiere San Benedetto. Sono le parti di città più colpite il 16 maggio. Ieri mattina la Protezione civile ha portato sei bancali fino a Durazzanino, al confine con la provincia di Ravenna, dove le case sorgono proprio di fronte all’argine del fiume Ronco: sacchi subito esauriti. In due giorni ne sono stati consegnati mille, per un totale di 400 quintali di sabbia. Finiti. Oggi ne verranno preparati altri, perché si pensa che dai quartieri potrebbero arrivare ulteriori richieste.

E poco importa che i meteorologi assicurino che, sì, pioverà, ma con intensità moderata. Possibili temporali e anche grandinate, ma comunque brevi. I fiumi? Nessun rischio, ripete l’assessore comunale forlivese Giuseppe Petetta: "Hanno una portata di 1.300 metri cubi d’acqua al secondo, non basta qualche giorno di pioggia per riempirli". Discorsi ragionevoli e razionali. Ma in realtà, con quei sacchetti, i forlivesi stanno cercando qualcos’altro, qualcosa che scacci per sempre il rischio alluvione.

È una psicosi? L’assessore si rifiuta di usare quella parola: "È il retaggio di quello che abbiamo vissuto. La preoccupazione è soggettiva, la capisco". Ad alimentarla c’è un altro ricordo: nel primo weekend di giugno tornò a piovere, molte fognature sputarono nuovamente fuori acqua e fango. Nei giorni scorsi i cittadini dei Romiti, della Cava e di San Benedetto si sono incontrati in assemblea, c’era chi raccontava di fango che non se ne va e di condotti che non reggono più. "La rabbia monta giorno per giorno", dicono. Eppure il Comune assicura: "Abbiamo ripulito tutte le fogne. E anche quasi tutti i fossi. Al momento, non ci sono rischi. Allagamenti? Non possiamo escluderli, ma niente a che vedere col 16 maggio: sarebbero comunque di breve entità e durata". Ma la paura si infiltra in maniera sottile, come l’acqua.