Lavori per la tangenziale. San Martino in Strada, gli operatori della zona:: "Blindati dal cantiere"

Forti limitazioni al traffico nel tratto di viale dell’Appennino fra viale Risorgimento e via fratelli Cangini, gli esercenti reclamano: "Pesante il calo del nostro fatturato. E nemmeno ci hanno avvisato".

Lavori per la tangenziale. San Martino in Strada, gli operatori della zona:: "Blindati dal cantiere"
Lavori per la tangenziale. San Martino in Strada, gli operatori della zona:: "Blindati dal cantiere"

Entrano sempre più nella fase operativa i lavori per la costruzione dell’ultimo lotto della tangenziale di Forlì, che metterà in contatto il Sistema Tangenziale con l’ospedale Morgagni-Pierantoni, collegando i quartieri di San Martino in Strada e Vecchiazzano. Gli obiettivi sono molteplici: ridurre i tempi necessari a raggiungere l’ospedale, sgravare dal traffico le arterie urbane e diminuire le emissioni di CO2.

Se da una parte c’è dunque grande ottimismo per il futuro della viabilità cittadina grazie a questa importante opera, dall’altra c’è un presente che si sta dimostrando davvero critico per i negozi di San Martino in Strada affacciati sul neonato cantiere tra la rotonda di viale Risorgimento e l’intersezione di viale dell’Appennino con via Fratelli Cangini. Il divieto di transito imposto ai veicoli ha comportato infatti problematiche concrete alle imprese della zona, che lamentano danni derivanti da un netto calo del fatturato.

Per questo motivo lunedì si è svolto un incontro a cui hanno partecipato Eugenio Genesi, titolare della farmacia di San Martino in Strada, Aroldo Zoli, medico odontoiatra dell’ambulatorio collegato alla locale farmacia, Marco Pedota del Molino Zampighi, Matteo Riceputo del Nuovo Calzolaio, Alessandro Arfelli di EzioCarni e Alessandro Tartagni del negozio di ortofrutta. Scopo dell’incontro è stato quello di portare alla luce i seri problemi di cui stanno appunto soffrendo le attività commerciali del quartiere e le proposte per un miglioramento della situazione.

"Il calo del fatturato è stato pesantissimo. Viene molta meno gente adesso –, racconta Genesi –. Il 16 febbraio la strada riaprirà, ma è prevista una nuova chiusura da aprile a fine agosto ed è quella a preoccuparci". Dello stesso avviso Arfelli, che aggiunge: "Non ho più parcheggi per i clienti. Su tutta la strada c’è il divieto di fermata. Mi chiedo dove si possa fermare un cliente per fare la spesa". I negozianti sottolineano la mancanza di comunicazioni al tempo della prima chiusura: "La prima volta non ci hanno nemmeno avvisato, lo abbiamo scoperto all’improvviso" afferma Pedota.

Durante l’incontro sono state evidenziate alcune criticità dell’attuale percorso alternativo indicato per ovviare al cantiere. Su strade relativamente strette come via Grazia Deledda e via Fratelli Cangini, infatti, transitano quotidianamente mezzi pesanti, con conseguente disagio per la circolazione. Proteste anche nei confronti della scarsa segnaletica: "Ho proposto di mettere un cartello per spiegare come raggiungere l’ospedale, ma al momento non è stato messo. Tante auto si infilano in questo tratto e sono poi costrette a fare inversione" dichiara Pedota.

Per discutere delle possibili soluzioni al problema, giovedì scorso si è svolta una riunione di quartiere che ha portato a una nuova proposta: "La nostra idea è di fare un bypass che permetta di riaprire viale dell’Appennino. Si potrebbe tombinare il canale di Ravaldino, su cui è già stata fatta una tombinatura di qualche metro. Si tratterebbe solo di allungarla" spiega Genesi. La richiesta è stata presentata al Comune e il quartiere attende ora la risposta, nella speranza di un esito positivo.