Mister Gigi, addio al maestro di tanti giovani

Addio a Luigi Miserocchi, noto come 'Gigi', allenatore di calcio e figura amata nel panorama sportivo di Forlì. Ha dedicato la sua vita a far crescere i giovani giocatori, trasmettendo loro la passione per il gioco. La sua scomparsa lascia un vuoto nel cuore della comunità sportiva.

Mister Gigi, addio al maestro di tanti giovani
Mister Gigi, addio al maestro di tanti giovani

Addio a Luigi Miserocchi, per tutti semplicemente ‘Gigi’. Se n’è andato ieri mattina, a 79 anni, per un malore improvviso, uno dei personaggi forlivesi tra i più conosciuti e benvoluti di un calcio che non c’è più. La grande popolarità Miserocchi se l’era guadagnata in particolare sul campo di calcio nelle vesti di allenatore. Nell’Edelweiss Jolly era diventato vero e proprio maestro di generazioni di piccoli giocatori. E lo aveva fatto, sempre, fino a pochi anni fa, con i più giovani. Perché per Miserocchi la missione è sempre stata quella di far crescere i bimbi ‘col pallone tra i piedi’ dando loro il gusto del gioco.

Miserocchi stesso era cresciuto nel settore giovanile dell’Edelweiss sotto la guida di ‘Ninetto’ Caldironi nel campetto di San Luigi nello storico vivaio della società biancoazzurra. Li aveva affinato il suo leggendario sinistro. Un’abilità che lo aveva portato a giocare in serie C col Forlì, nel 1963-64, allenato dal dottor Libero Zattoni. La sua passione per il calcio lo aveva dirottato nel settore giovanile della società forlivese dove divenne, ben presto, un fondamentale punto di riferimento per i più piccoli e per le loro famiglie grazie all’innata disponibilità.

Oltre alla professione di Informatore medico, nella vita di Gigi Miserocchi c’era una grande passione per la Juventus e, negli anni del Villa Romiti e della Jolly Colombani, per il basket. Celeberrime le sue animate discussioni sportive, sempre col sorriso sulle labbra, intavolate nei due bar che frequentava nel cuore di Forlì: da ‘Gisto’ in corso Diaz e, soprattutto, all’Ariston Bar, in via Oreste Regnoli. Un amore per lo sport, trasmesso ai giovani, che lo hanno reso unico e indimenticabile.

Franco Pardolesi