Montepaolo isolato In 7 chilometri 29 frane Due ristoratori costretti allo stop: "Che faremo?"

Strada tutta chiusa, l’appello: "Si intervenga il prima possibile, va riaperta"

Montepaolo isolato  In 7 chilometri 29 frane  Due ristoratori costretti  allo stop: "Che faremo?"

Montepaolo isolato In 7 chilometri 29 frane Due ristoratori costretti allo stop: "Che faremo?"

di Quinto Cappelli

"Il mese di maggio è quello in cui si lavora di più, perché nelle famiglie ricorrono le feste più importanti, tradizionali e numerose dell’anno, fra cui prime comunioni, cresime e matrimoni. Ma quest’anno per noi andrà tutto in fumo. Un disastro". Franco Gamberini, titolare con la moglie Eleonora Pezzi della locanda (tre camere) e trattoria Montepaolo da 22 anni (compleanno dell’apertura ieri 6 maggio), è a terra, causa la chiusura totale della strada comunale Dovadola-Montepaolo, lunga 7 km, dalla statale 67 fino all’eremo di Montepaolo, massacrata da 29 frane causate dal maltempo dei giorni scorsi e ridotta a un colabrodo, impraticabile se non con trattori o fuoristrada.

In alcune zone le frane sono scese dall’alto con terra e alberi (già tagliati dai bravi e attivi volontari della Protezione civile di Dovadola), ma in altri punti ci sono anche ampi smottamenti a valle della strada, col pericolo reale che tutta la carreggiata sia spazzata via appena torna la pioggia.

L’ombra della chiusura dell’attività turistica per vari mesi aleggia sulla struttura di Gamberini, tanto che, guardando l’orizzonte dalla sua trattoria verso Forlì e la pianura, commenta non per nulla rassegnato: "Non posso chiudere la nostra attività per mesi, specialmente quelli in cui si lavora di più: primavera ed estate". Specialmente ogni weekend Gamberini mette a tavola clienti provenienti da tutta la Romagna e non solo. Racconta l’imprenditore: "Col cuore angosciato, ho dovuto già chiamare per disdire tutti quelli che avevano prenotato per le prime domeniche di maggio. Si tratta di centinaia di clienti ogni weekend".

Nella testa di Gamberini frulla un turbinio di domande. Che fare in prospettiva? Quali soluzioni alternative trovare? Spiega il ristoratore: "Un’alternativa provvisoria potrebbe essere anche quella di trasferire l’attività in paese a Dovadola, in vallata o a Castrocaro, ma tutto si complica e con quali spese? Intanto dovrò mettere in cassa integrazione i cinque dipendenti che con il loro stipendio mantengono altrettante famiglie". Poi aggiunge: "No, non posso chiudere l’attività e neppure le autorità competenti possono tenere chiusa la strada per mesi. Va riaperta in qualche modo al traffico entro poche settimane".

La domanda è a Comune, Provincia, Regione e Stato, anche a nome degli altri abitanti dell’intera zona di Montepaolo, isolati con la strada chiusa. Più giù a valle, a un chilometro dal paese, anche il ristorante Il Casetto (40 posti a sedere) è isolato: tutta la strada è chiusa, dall’innesto con la Ss67, alle porte del paese. Racconta il titolare Gianni Piolanti: "I clienti ovviamente disdicono, come ha fatto una famiglia per questa domenica con una ventina di persone per una prima comunione, mentre i fornitori non arrivano e io che cosa dovrò fare?".

Piolanti, che ha aperto la struttura turistica a conduzione familiare (con la particolarità della cucina anche per celiaci) nel 2019, ha di che lamentarsi: "Abbiamo subìto la lunga chiusura e le limitazioni per la pandemia e ora ci mancava solo la strada chiusa per le frane. Questa proprio non ci voleva".

Sulla grave situazione interviene anche Alberto Zattini, direttore Confcommercio: "Visto il momento di particolare disagio, chiediamo al Comune di ripristinare la strada il più presto possibile e di fare ogni sforzo straordinario, affinché la trattoria Montepaolo possa trasferirsi in uno spazio in paese, qualora voglia scegliere questa soluzione temporanea".