Niente ‘emergenza’ per Portico: "Chiederemo alla Protezione civile"

Il sindaco Monti: "Danni gravi e documentati in particolare al cimitero di Bocconi". Serve un milione

Niente ‘emergenza’ per Portico: "Chiederemo alla Protezione civile"
Niente ‘emergenza’ per Portico: "Chiederemo alla Protezione civile"

Fra i comuni della provincia di Forlì-Cesena non entrati nell’elenco dello stato di emergenza per il terremoto dello scorso 18 settembre, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, rispetto a quello stilato dalla Regione Emilia-Romagna e firmato il 3 ottobre dal presidente Stefano Bonaccini, ce ne sono tre: Portico e San Benedetto, Dovadola e Premilcuore.

Quello con più danni è Portico e San Benedetto. Spiega a questo proposito il sindaco, Maurizio Monti: "I danni principali nel nostro territorio comunale si sono verificati nel cimitero comunale di Bocconi, dove è stata fortemente danneggiata la cappella – nel tetto, nella facciata e in tutta la struttura – e tutta la parte delle mura laterali sud-est verso il fiume Montone. Appoggiate a questa parte ci sono 120 loculi e colombari che sono in pericolo, col rischio di scivolare a valle e finire nel campo sottostante, vicino al fiume".

Questi danni, stimati dai tecnici intorno al milione di euro, sono stati segnalati alla Protezione civile regionale e "da Roma – racconta il primo cittadino – sono venuti i tecnici della Protezione civile nazionale per le verifiche del caso". Come mai allora il Comune di Portico e San Benedetto è stato escluso? Risponde il sindaco Monti: "Chiederemo spiegazioni alla Protezione civile nazionale di Fabrizio Curcio e a quella regionale dell’Emilia-Romagna. Cercheremo di fare valere le nostre ragioni".

A Portico resta chiusa in via precauzionale ancora anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Girone (ma dovrebbero svolgersi altri controlli a cura della parrocchia), mentre il santuario della Madonna del Sangue è aperto al culto. Infatti, è qui che si celebrano la messa festiva e le altre funzioni religiose.

A Dovadola i danni da terremoto riguardano un’abitazione privata sul Monte Trebbio, la torre civica al centro del paese e le chiese della Badia e dell’Annunziata. Racconta il sindaco, Francesco Tassinari: "Per quanto riguarda le due chiese, ho revocato le ordinanze di inagibilità, perché, dopo ulteriori controlli recenti da parte dei tecnici dell’autorità ecclesiastica e relative relazioni tecniche, si possono riaprire. Mentre per gli altri danni, mi sono informato presso la Protezione civile regionale e i miei referenti a Roma, da cui risulterebbe che l’esclusione sarebbe del Dipartimento di Protezione civile nazionale".

Il Comune di Premilcuore, come spiega la sindaca, Ursula Valmori, "ha subìto pochi danni, in particolare ad alcuni edifici privati, all’ufficio postale e alle scuole". Ma, fatte le verifiche e alcuni lavori (alla posta), "ora la situazione è tornata normale". Dato che i primi fondi stanziati, 6 milioni di euro, sono finalizzati alle spese di somma urgenza, i Comuni esclusi sperano comunque in un secondo provvedimento.