NOI FORLIVESI

L'articolo parla dei progetti culturali dell'Amministrazione Zattini per valorizzare la storia e la cultura di Forlì, tra cui il recupero di Villa Saffi. Si sottolinea l'importanza di far conoscere il patrimonio storico della città.

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Cari Tonino ed Elide, la vostra nota è l’occasione effettivamente per riparlare di uno dei progetti culturali dell’Amministrazione Zattini. Su quel fronte, sono state davvero tante le proposte: auditorium ex Gil, museo della Ginnastica, collezione Verzocchi, valorizzazione del liscio e dell’architettura razionalista, fino alle recenti novità di un (piccolo) museo del ’900 all’ex asilo Santarelli e del percorso alla scoperta dei ‘grandi’ sepolti al Cimitero monumentale. Tra questi progetti va aggiunta Villa Saffi. Ho usato la parola "proposte" perché molte sono in itinere, da un punto di vista edilizio oppure del contenuto: occorrerà valutare quanto sarà effettivamente realizzato e con quale impatto. Villa Saffi, nelle idee dell’assessore Valerio Melandri, deve diventare il riferimento per la storia e la cultura dell’Ottocento in città. È interessante l’idea di legare quel secolo alla possibilità di visitare la casa di un illustre protagonista: anche se Saffi non è D’Annunzio, si pensi alle fortune del Vittoriale... Tutto bene, purché funzioni. Forlì è una città del Risorgimento (cruciale, per esempio, per la ’trafila garibaldina’): semplicemente, però, nel corso dei decenni si è dimenticata di farlo sapere, di sottolinearlo, di tradurlo in qualcosa di divulgativo e popolare. Il 200° anniversario di Aurelio, nel 2019, passò in sordina. Bene ogni tentativo, anche il vostro, di farlo conoscere. Sarebbe imperdonabile non dare seguito al recupero della villa.