Parco, avvistato un gatto selvatico: "Animale elusivo"

Nei giorni scorsi è stato ’catturato’ da una fototrappola posizionata da Alessandro Lotti; a settembre fu la fotografa Marchi a vederlo.

Parco, avvistato un gatto selvatico: "Animale elusivo"
Parco, avvistato un gatto selvatico: "Animale elusivo"

Il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è di nuovo sotto i riflettori grazie a un video del fotografo naturalista forlivese Alessandro Lotti che ha fatto il giro dei social e dei media nei giorni scorsi. Lotti ne ha ’catturato’ uno grazie a una fototrappola posizionata poco fuori dai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Questo animale è da tempo presente nei territori del Parco, come dimostrano gli scatti e le riprese del felino, molto simile a un grosso gatto domestico soriano, effettuate già in passato ad esempio da Giacomo Cellini e da Roberta Marchi.

Per essere certi che si tratti di gatto selvatico bisogna che l’animale abbia le seguenti caratteristiche: coda clavata e caratterizzata dalla punta nera e da due/tre anelli chiusi, netta linea dorsale che termina all’attaccatura della coda, quattro/cinque striature occipitali, due striature scapolari, rinario nero.

Si tratta di un predatore carnivoro che in Italia si ciba prevalentemente di roditori e che predilige le aree forestali più mature come le quelle delle riserve biogenetiche del Parco nazionale. Solitario, elusivo, territoriale e notturno il gatto selvatico è un importante regolatore ecologico e, anche se sfuggente, misterioso e ancora poco conosciuto. Roberta Marchi, fotografa naturalista di Lugo che ben conosce gli ambienti del Parco dove soggiorna a lungo, a sua volta ha immortalato più volte il gatto silvestre, anche di recente, nel settembre scorso. "Mi occupo da tempo del rapporto uomo natura e fauna, ma l’incontro con il gatto selvatico – commenta – è sempre una emozione, sia perché è un animale molto elusivo sia perché non riesci a trovare un aggettivo per descriverlo. È elegante e padrone del territorio". Un incontro fortuito quest’ultimo, comunque legato alla dedizione e alla passione della Marchi che ha ampiamente dimostrato nelle splendide riprese della fauna selvatica e in particolare dei cervi e non solo. "Ho sempre fatto verificare i miei scatti dagli esperti che hanno confermato che si trattava di un gatto selvatico".

E continua: "Mentre gli altri incontri sono avvenuti in appostamento, nell’ultimo caso è avvenuto in strada (nel versante romagnolo del Parco). Ho notato questo piccolo animale, che ovviamente non ho identificato subito, quindi mi sono fermata a debita distanza senza scendere. Le movenze mi hanno colpita, per cui ho scattato dall’interno dell’auto; forse per il fatto appunto che in natura l’avevo già osservato, ho avuto la netta sensazione di avere davanti un cucciolo di felis silvestris silvestris. Che ha qualcosa di incredibile, e ne attesta la riproduzione, per quanto fosse già nota. Lui stava cacciando, bellissimo e determinato, l’ho osservato mentre portava avanti la sua attività indisturbato dalla presenza dell’auto. È stato documentato che anche gatti selvatici adulti possono infatti sostare accucciati a guardare auto o persone".

L’immagine della Marchi è di settembre e l’animale aveva presumibilmente qualche mese. "Ho fatto quindi verificare le immagini a più persone – conclude – e ad esperti, alcuni dei quali hanno avuto o hanno collaborazioni con il Parco, perché la determinazione non è affatto scontata e solo l’esame Dna è ovviamente quello che fornisce la certezza e ne determina la purezza. L’avvistamento è stato segnalato ovviamente all’ente Parco".