Patrimonio dell’umanità "Si sta riscoprendo la nostra musica È come avere già vinto"

L'assessore regionale alla cultura Mauro Felicori è soddisfatto della prima serata di Cara Forlì, un progetto concepito insieme al Comune che unisce artisti giovani e musica leggera. La candidatura del liscio all'Unesco è un movimento che sta portando risultati. Riccarda e Mirko Casadei rappresentano due visioni diverse. La Regione sostiene entrambi.

Patrimonio dell’umanità  "Si sta riscoprendo  la nostra musica  È come avere già vinto"
Patrimonio dell’umanità "Si sta riscoprendo la nostra musica È come avere già vinto"

di Marco Bilancioni

Mauro Felicori, assessore regionale alla cultura, ieri sera lei era in piazza Saffi per la prima serata di Cara Forlì. Soddisfatto?

"È una bella soddisfazione. Questo è un progetto che abbiamo concepito insieme al Comune, siamo insieme fin dall’inizio".

Perché, secondo lei, funziona?

"Cara Forlì è una manifestazione ‘totale’, non solo rivolta al passato: ci sono artisti anche giovani e un aggancio, potremmo dire un ‘crossover’, con la musica leggera. Quest’anno Enrico Ruggeri, ma altri nomi si sono avvicendati sul palco nelle passate edizioni".

Tutto questo aumenta, secondo lei, le chance della candidatura del liscio all’Unesco, come patrimonio dell’umanità?

"Forse è una coincidenza, ma io credo sia anche merito della candidatura stessa: abbiamo visto in questi ultimi anni una riscoperta del liscio. Lo sento suonare anche negli eventi culturali in Emilia. E sappiamo che ha successo anche all’estero".

Come se lo spiega?

"Noi non abbiamo voluto partire da un dossier scritto: naturalmente, servirà anche quello. Ma ora è importante che ci sia un movimento. E il liscio è un movimento con una continua rielaborazione, con tanta creatività. Del resto, la musica ha abbattuto da anni la distinzione tra cultura alta e popolare. Infine, un aspetto a cui forse non tutti fanno caso: guardate i musicisti del liscio, sono veri e propri virtuosi, bellissimi anche da vedere, non solo da sentire".

Lei è ottimista? Il liscio sarà patrimonio Unesco?

(sospira) "Spero di non portare sfortuna: con i Portici di Bologna, che io ho seguito, ci abbiamo messo vent’anni. Penso che servirà meno, ma la lezione è che le idee buone prima o poi si affermano. E guardate: i risultati ci sono già, la candidatura stessa è mobilitante. Se è così, noi abbiamo già vinto".

Sul Carlino di ieri, abbiamo sentito sia Riccarda che Mirko Casadei. Una più favorevole alla conservazione del patrimonio del maestro Secondo, uno più favorevole all’innovazione e alla sperimentazione. Chi ha ragione?

"Sono le cose ‘vive’ che fanno discutere e il liscio è vivo: certamente entrambi fanno la loro parte. Si può studiare il liscio in maniera filologica, e lo stiamo facendo, raccogliendo materiali che risalgono a decenni fa, video amatoriali compresi... Ma la musica può evolvere. E mi pare di poter dire che lo stesso Secondo Casadei fu un grande innovatore".

Entrambi, la figlia di Secondo e il figlio di Raoul, hanno ricondotto le piccole divisioni tra loro a questioni artistiche. Stavolta, comunque, proprio un evento artistico li unisce: la Regione ha avuto un ruolo in questo?

"Non direttamente. Ma credo che il nostro ruolo, nel favorire come dicevo prima un movimento aperto a tutti, sia stato positivo. Certo che il valore della famiglia è importante, perché Casadei è sinonimo di liscio".

Anno scorso ‘Cara Forlì’ era pressoché negli stessi giorni di ‘Balamondo’ a Rimini: Riccarda era di qua e Mirko era di là. La Regione è coinvolta in entrambi gli eventi. In questo, avete esercitato una sorta di ‘moderazione’?

"Si sottovaluta il fatto che sono gli artisti a mettersi d’accordo e organizzare i propri impegni...".

Indipendentemente dall’Unesco, il liscio avrà un futuro? Resta il tema dei giovani e del loro coinvolgimento.

"Noi scontiamo il fatto che, negli ultimi decenni, si è codificata un’idea del ballo individuale e meno codificata. Il liscio non lo è eccessivamente, tuttavia richiede una certa applicazione. Vero, resta la sfida di avvicinare i giovani ma penso che riusciremo anche in questo. Ci sono già realtà interessanti, per esempio Emisurela".

Un gruppo che ha vinto un contest lanciato proprio in occasione di Cara Forlì. A proposito di generazioni diverse, nei giorni dell’alluvione ‘Romagna Mia’ ha unito tutti: giovani, anziani, volontari, forze dell’ordine, cantanti, romagnoli e non.

"Questo conferma il valore identitario. Se la gente affida a quella canzone il proprio orgoglio e la volontà di rinascita, è perché c’è tanta vitalità".

Ultima riflessione: lei ha una buona intesa con l’assessore forlivese Valerio Melandri, che in città è stato spesso al centro di polemiche.

"Io ho lavorato gran parte della mia vita per un Comune, quello di Bologna, e lo ritengo un’istituzione fondamentale. La Regione ha, secondo me, un ruolo di servizio della loro progettualità, nel rispetto di tutte le idee".