Richieste dopo l’alluvione "Servono più informazioni e censimento dei danni"

Patrizia Carpi, coordinatrice dei quartieri Villafranca e San Martino: "Ci dicano il cronoprogramma dei lavori per la sicurezza dell’autunno".

Richieste dopo l’alluvione  "Servono più informazioni  e censimento dei danni"
Richieste dopo l’alluvione "Servono più informazioni e censimento dei danni"

di Matteo Bondi

Patrizia Carpi è coordinatrice dei quartieri Villafranca e San Martino in Villafranca, zona colpita anch’essa dall’alluvione dello scorso maggio. Cosa è successo il 16 e 17 maggio nei due paesi?

"Noi siamo stati interessati la mattina del 17 maggio, anche se temevamo già dalla notte del 16. A noi è arrivata l’acqua sia da Forlì, quindi dalla zona di via Minarda, ovvero Roncadello, sia dal Canale Emiliano Romagnolo che è esondato da tanta acqua aveva".

L’argine del fiume Montone, che tanti danni aveva fatto nel 2019, ha quindi retto bene?

"Questo era il nostro timore più grande. In realtà l’argine ha retto molto bene, ma l’acqua ha sormontato l’argine e questa, poi, è andata ad erodere la parte esterna dello stesso. Il timore era proprio che lo avesse indebolito troppo".

Adesso la situazione argini com’è?

"Devo riconoscere che l’autorità di bacino, non appena è stato possibile con i terreni che si sono asciugati, è intervenuta subito andando a sistemare. Ovvio che ora gli argini ‘nuovi’ sono più deboli, come confermato in Commissione alluvione dal geometra dell’ex Genio civile Fausto Pardolesi".

Ci sono anche altri lavori in corso?

"Su questo abbiamo chiesto e chiediamo alle autorità di tenerci informati. Una richiesta che viene da tutti i quartieri: vogliamo che ci dicano il cronoprogramma dei lavori. Questo perché così anche i cittadini, che sono molto preoccupati per l’arrivo delle piogge autunnali, possano avere dei punti di riferimento e capire cosa si sta facendo e dove. Poi ci sono i cantieri sospesi".

Cioè?

"Per esempio da noi si stava lavorando al polisportivo. Vorremmo sapere quando riprenderanno i lavori e che tempi avranno. Fa tutto parte di quell’essere informati che dicevo prima".

La zona colpita è la stessa del 2019?

"In pratica sì, la geografia del luogo è quella. Siamo ancora con tutte le case aperte ad asciugare, poi capiremo quali danni ci sono a livello strutturale".

Avete fatto un censimento dei danni?

"Noi no, ma abbiamo chiesto, insieme a tutti i quartieri, che venga fatto".

I rimborsi per i danni del 2019 sono arrivati a inizio 2023. Vi aspettate tempi più celeri?

"Chi ha bisogno, ha bisogno adesso. Ovvio che servono le perizie prima dell’erogazione, ma vorremmo che anche le pratiche fossero un po’ più snelle".

È la terza volta in 10 anni che Villafranca si allaga.

"La prima volta fu a causa di piogge copiose e canali di scolo con carenza di manutenzione, poi si cercò di migliorare questo aspetto. La seconda volta cedette l’argine a causa dei lavori che si stavano facendo sotto il ponte dell’A14. Questa volta è arrivata l’alluvione da Forlì e dal Cer. Spero che anche dopo questa catastrofe si possa migliorare sempre più il sistema di prevenzione".

Lei è stata candidata come civica di centrodestra alle ultime elezioni regionali. Durante il periodo di emergenza come sono stati i rapporti con il Comune?

"Con il disastro che è successo sono saltati tutti i canali di contatto. Ci siamo trovati isolati, fisicamente. Si può fare sempre meglio, ma la situazione è stata gestita. Spero che questa esperienza possa servire per realizzare una rete di contatti di emergenza a cui rivolgersi: per esempio, tempo fa, ogni quartiere aveva due referenti per la protezione civile. In questi casi aiuta molto".