Travolto vicino a casa. Medico ferito grave. L’automobilista scappa, poi torna sul posto

Paura in via Borghetto Romiti: l’uomo, 60 anni, era a piedi con la moglie. Ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione del ‘Bufalini’. Il guidatore, un 34enne, si è presentato spontaneamente.

Travolto vicino a casa. Medico ferito grave. L’automobilista scappa, poi torna sul posto
Travolto vicino a casa. Medico ferito grave. L’automobilista scappa, poi torna sul posto

I fanali dell’utilitaria non bastano per far luce tra le ombre del crepuscolo. Sono da poco passate le 17 di giovedì pomeriggio, è quasi buio in via Borghetto Romiti, nel quartiere omonimo alla periferia di Forlì, e non c’è neppure un lampione a illuminare la strada. Un uomo e una donna camminano nella via in fila indiana e indossano un cappellino caterifragente. Ma non basta per evitare il terribile incidente. Un’auto guidata da un 34enne forlivese, che procede nella stessa direzione dei pedoni, cioè verso Faenza, sopraggiunge all’improvviso da dietro e colpisce in pieno l’uomo, un medico di 60 anni, e sfiora la donna, la moglie 55enne, facendola comunque cadere a terra. Erano a pochi passi dalla loro casa ma non sono riusciti a raggiungerla.

Il medico, travolto dall’auto, cade a terra, sbattendo la testa sull’asfalto, e perde coscienza. È un passante a chiamare i soccorsi mentre il conducente dell’utilitaria prosegue la sua corsa in auto senza fermarsi a prestare aiuto. I due feriti (il medico 60enne appare subito molto grave, mentre la donna è lievemente ferita) vengono trasportati all’ospedale Bufalini dall’elisoccorso giunto immediatamente sul posto. Il dottore forlivese è tuttora ricoverato in terapia intensiva in gravi condizioni: la prognosi è riservata.

Sul luogo dell’incidente, giovedì pomeriggio, anche la polizia locale. Proprio mentre sta eseguendo i rilievi, ecco quei fanali riapparire. É il conducente dell’auto, pentito, in lacrime, che torna sul luogo dell’incidente perché i rimorsi sono troppo pesanti da sopportare. Nei prossimi giorni le forze dell’ordine trasmetteranno alla procura l’esito dei rilievi: data la situazione (non basta, infatti, il ritorno in tempi relativamente brevi), potrebbe essere aperto a carico del guidatore un fascicolo con l’ipotesi di reato di omissione di soccorso e lesioni colpose gravi.

"Potevamo essere morti tutti e due". È la donna, la moglie del medico, a raccontare quegli istanti dopo essere stata dimessa con una prognosi di qualche giorno. "L’impatto è stato violentissimo, ho visto mio marito a terra, dopo un volo di diversi metri. Ho pensato subito che fosse morto. Spero che si salvi. Lui era in mezzo alla carreggiata, la occupava quasi tutta, questo anche per dire quanto sia stretta. Per fortuna io mi sono rialzata quasi subito e un vicino ha chiamato i soccorsi. Altrimenti un’altra auto avrebbe potuto travolgerci subito dopo".

La donna vuole toccare un punto che le sta a cuore: "Siamo a pochi minuti a piedi dal centro storico di Forlì. Eppure, viviamo in una strada non sicura. Non si può rischiare la vita così, a due passi da casa. Non c’è un lampione, né i dossi che rallentino la velocità. Gli agenti della polizia locale mi hanno riferito che in quel tratto, essendo fuori dal centro abitato, in assenza di altri limiti specifici, si può correre fino a 90 chilometri orari. Eppure la strada è stretta". Secondo la donna ferita, viene percorsa regolarmente "da appassionati che corrono o passano in bici". Ci vivono anche famiglie con bambini piccoli. "A volte sentiamo, dalla nostra camera da letto, auto che sfrecciano in piena notte, come si trattasse di vere e proprie corse".

Annamaria Senni

Marco Bilancioni