Un futuro per i luoghi abbandonati. Attesa per l’ex Gil, speranza per l’Eridania

Il sindaco ha esultato: "Dopo l’intesa sul monastero della Ripa, ora tutti i contenitori vuoti hanno una destinazione". Presto saranno pronti auditorium, museo della ginnastica, Santarelli e Hotel della Città. Servirà un bando per lo zuccherificio.

Un futuro per i luoghi abbandonati. Attesa per l’ex Gil, speranza per l’Eridania

Un futuro per i luoghi abbandonati. Attesa per l’ex Gil, speranza per l’Eridania

Colossi dormienti alle porte della città, oppure stabili in stato di abbandono entro le mura, incastrati tra gli altri palazzi del centro a creare dicotomie stranianti tra vecchio e nuovo, tra vissuto e desolato. Oggi molti di questi edifici sono stati recuperati, in altri fervono i lavori e per altri ancora si sono mossi i primi passi. "Mai così tanti cantieri in città", ha dichiarato il sindaco Gian Luca Zattini nella sua intervista di inizio anno al Carlino. E, riflettendo sull’avvio del percorso di recupero dell’ex monastero della Ripa, ha aggiunto che "tutti i grandi contenitori rimasti vuoti hanno ora una destinazione".

In quel caso il cantiere non è ancora aperto: il Comune sta definendo un protocollo d’intesa con il ministero per una maxi operazione da 30 milioni che prevede di collocarvi gli archivi cittadini (in buona parte andati distrutti nell’alluvione) e di realizzare spazi per la multimedialità. L’area è importante: si estende su una superficie di 23.000 metri quadrati, e il suo chiostro, con i suoi 1.570 metri quadrati, è uno dei più vasti d’Italia. Il monastero, costruito fra il 1474 e il 1479, fu soppresso nel 1978, quando le truppe napoleoniche lo adibirono a caserma. Nel 1866 l’intero complesso divenne proprietà dello Stato, poi del Demanio che lo utilizzò come sede militare fino al 1995, quando fu dismesso. Da allora, un anno dopo l’altro, le condizioni delle sue mura sono peggiorate sempre di più e, di pari passo, sono aumentati i fondi che sarebbero serviti per il ripristino: cifre proibitive, almeno fino all’arrivo dell’alluvione che ha consentito di sbloccare fondi ingenti al fine di trovare una collocazione sicura e definitiva ai fondi forlivesi.

Tra i luoghi in via di recupero c’è l’ex Gil, lo stabile affacciato su viale della Libertà che nel 2024 diventerà contenitore di due diverse realtà: da una parte, nell’area dell’ex cinema Odeon, arriverà la ‘casa della musica’, mentre dall’altra il museo della ginnastica già battezzato ‘Magyc’. L’auditorium della musica vede un investimento di circa 4 milioni e avrà di 420 posti, moderne strumentazioni domotiche e tecnologia avanguardistica in termini di acustica. Il progetto prevede spazi tecnici, camerini, un foyer e uffici per l’amministrazione, oltre a un bar adibito anche alla piccola ristorazione. Il museo della ginnastica, invece, si svilupperà sia nell’area esterna all’edificio, con una palestra all’aperto, sia negli spazi interni, con laboratori esperienziali, un corridoio per l’esposizione dei trofei, una sala video e tre stanze dedicate alla ginnastica ritmica e artistica. La parte museologica comporterà una spesa di 300mila euro, mentre il restauro murario, che si dovrebbe concludere in giugno, avrà un costo di oltre un milione.

Anche l’ex asilo Santarelli, dopo un restauro durato 3 anni e costato 5 milioni, ha rivisto la luce: è ancora vuoto, ma vi troverà collocazione temporanea la biblioteca universitaria ‘Ruffilli’, la cui sede di via Laziosi dovrà subire importanti restauri, mentre al piano interrato sarà collocata una parte dei volumi della biblioteca Saffi (anche in questo caso, in attesa del completamento dei restauri di palazzo del Merenda). Il Santarelli ospiterà anche un museo del Novecento, curato dall’ex sindaco e storico Roberto Balzani. L’Hotel della Città sta per vedere la luce: è entrato nella fase di progettazione che porterà alla riapertura, non più come albergo, ma come studentato d’èlite collegato all’Università. Il costa sarà di non meno di 3 milioni.

Forse l’edificio abbandonato più emblematico è l’ex Eridania: inaugurata nel 1900, chiuse i battenti nel 1972 e da allora l’abbandono è stato totale. L’area verde circostante è cresciuta fino a inglobare lo stabilimento dell’ex zuccherificio che è rimasto a occhieggiare tra le fronde delle robinie, luogo d’elezione per chi era in cerca sballi proibiti o, semplicemente, di adrenalina: nel 2016 è andato virale sul web il video di due parkouristi che si sono arrampicati sulla ciminiera, riprendendo l’avventura con lo smartphone. Un senzatetto molto noto in città aveva scelto l’ex Eridania come casa, prima della sua morte, avvenuta lo scorso anno. Le prospettive per un’eventuale riqualificazione sembravano molto lontane, fino a quando il Comune l’ha rilevata per il prezzo stracciato di 885mila euro. Ancora la visione è parziale: di certo c’è la volontà di puntare sull’area verde, realizzando un parco, ma ancora c’è indecisione sul destino del corpo dello zuccherificio: ingenti sarebbero le spese per il ripristino e il Comune non si sbilancia, pensando a un concorso internazionale di idee. Nel frattempo, però, è stata predisposta la pulizia del perimetro del lotto: in primavera potrebbe esserci un percorso guidato di visita.

Alcuni edifici a lungo vuoti, invece, sono già stati ultimati, ma ancora non sono entrati in funzione: pensiamo al Campostrino, anche perché la fine dei lavori arrivò in piena pandemia. Una recente intesa tra Università e Comune ora ha stabilito che diventerà un’aula a disposizione degli studenti, mentre la sera e nei weekend rimarrà in funzione come sala per convegni ed eventi.

Se spingiamo lo sguardo più indietro, agli ultimi dieci anni, molti altre ancora sono le strutture tornate in vita dopo lunghi anni di incuria, pensiamo alla chiesa di San Giacomo, oggi sede di molte iniziative, ma soprattutto parte integrante delle grandi mostre; l’ex Atr, diventata centro di eventi legati all’arte e al teatro contemporanei (e sono previsti nuovi lavori che riguarderanno la sicurezza e la funzionalità); palazzo Romagnoli, attuale sede della collezione Verzocchi e prossima sede temporanea della biblioteca Saffi (la Verzocchi, infatti, sarà spostata a palazzo Albertini), ma anche l’ex Universal, che in passato era una fabbrica, poi un hotel, infine la sede della circoscrizione del centro storico e ora è diventato un moderno complesso residenziale. Lo stesso Campus, cresciuto con gli anni, era fino a vent’anni fa l’ospedale Morgagni.

In città c’è però un altro spazio liminare, che non è ancora dismesso, ma potrebbe esserlo presto. Si tratta della Rocca di Ravaldino, attuale sede della casa circondariale. Quando i detenuti saranno trasferiti al nuovo carcere si dovrà fare i conti con il rischio di trovarsi di fronte a un nuovo, enorme, edificio deserto e dal futuro incerto, tutto da reinventare.