Un’identità finalmente ritrovata

Forlì ha ritrovato la sua identità con l'apertura di nuovi edifici, che hanno a che fare con la storia, la cultura e l'università. Tuttavia, una volta aperti, questi contenitori devono essere vivi e funzionanti: la prossima sfida per i sindaci del futuro.

Bilancioni

Forlì si è interrogata a lungo su tanti edifici vuoti (non a caso qui è nata un’associazione che si chiama Spazi Indecisi): il fatto che fossero vuoti significava che avevamo perso qualcosa della nostra identità senza ritrovarlo. Non eravamo più una città prevalentemente agricola e industriale (Eridania e Atr), sono cambiati i servizi (l’asilo Santarelli e l’Hotel della Città), la cultura (ex cinema Odeon), perfino le istituzioni (il distretto militare presso la Ripa), ma senza ricevere nulla in cambio. Era come una nube di incertezza sul futuro.

Visto che la campagna elettorale è alle porte, va detto che oggi a essere premiata è tutta Forlì, non solo una parte politica: alcuni progetti sono stati avviati dal centrosinistra, in altri è stato Zattini che ha avuto il merito di crederci. Il punto è che la città stessa – a prescindere dagli schieramenti – aveva l’esigenza di ritrovarsi, di fare il punto su com’è cambiata in un ventennio. Tutte le nuove realizzazioni hanno a che fare con la storia, la cultura, l’università: è una direzione precisa, coerente con le scelte amministrative degli ultimi decenni.

Un monito da non scordare: i contenitori, una volta aperti, devono avere appunto contenuti, devono essere vivi e funzionanti. È già la prossima sfida per i sindaci del futuro.