Forlì all’esame (universitario) della Luiss. L’ex Fallucca: "La mia Roma è un college"

Nel roster dei rivali di domenica solo studenti: "Progetto stile Usa: siamo tutti iscritti, qui studio management per il mio futuro"

Forlì all’esame (universitario) della Luiss. L’ex Fallucca: "La mia Roma è un college"

Forlì all’esame (universitario) della Luiss. L’ex Fallucca: "La mia Roma è un college"

Matteo Fallucca, guardia di 30 anni, romano, è stato un giocatore biancorosso nella stagione2017/18. In questo campionato milita nella Luiss Roma, prossima avversaria dei forlivesi domenica sera al PalaTiziano. La squadra allenata da coach Andrea Paccariè racconta una bella storia di basket: unica compagine di atleti-studenti universitari che ha conquistato la serie A2, nata 25 anni fa da un’intuizione di Luigi Abete, presidente della Luiss, l’Università internazionale degli studi sociali.

Fallucca, partiamo dalla sua scelta di scendere dalla A2 alla B per scegliere di conciliare studio e sport e abbracciare un progetto unico in Italia.

"Ho seguito un corso di management dello sport che ho terminato nel dicembre scorso. Sono romano e ho pensato di prepararmi per quando smetterò con la pallacanestro. L’esempio della Luiss è infatti unico nel nostro Paese e ha importato quel modello di college americano dove lo sport è parte integrante e irrinunciabile della stessa attività accademica".

Se lei non si fosse iscritto, non avrebbe potuto giocare alla Luiss?

"Possono far parte del nostro roster solamente giocatori universitari o che frequentano un corso: studio e sport richiamano l’organizzazione dei grandi atenei a stelle e strisce, con lo scopo di formare prima di tutto persone e professionisti per il mondo del lavoro".

Che realtà è la società romana e com’è l’atmosfera al palasport?

"Abbiamo conquistato la promozione nella scorsa stagione, veramente un miracolo sportivo e puntiamo alla salvezza. Ma arrivare ottavi sarebbe un grande risultato. L’arrivo dell’americano Ty Sabin ha rinforzato il roster e daremo il massimo per raggiungere l’obiettivo. Al palasport sono presenti una media di 1500 spettatori, anche se non abbiamo una curva storica che ci segue, ma al PalaTiziano abbiamo trovato un pubblico che ci segue con passione".

Cosa ricorda della sua esperienza forlivese?

"Un periodo molto bello sotto tutti i punti di vista: una piazza con tifosi caldi, una società seria e un gruppo di ragazzi con cui mi sono trovato bene".

Che partita sarà quella di domenica sera?

"Un match molto difficile contro una squadra molto solida, guidata da un coach bravo come Antimo Martino. Direi una partita quasi impossibile per noi: Forlì sta facendo molto bene, ha giocatori importanti, buone rotazioni e una mentalità vincente. È cresciuta in consapevolezza rispetto alla scorsa stagione e non è un caso se è in testa alla classifica".

Siete nel girone Verde, la fase a orologio vi mette di fronte alle compagini del Rosso. Quali differenze vede? Quali sono le favorite per la promozione in A1?

"Il girone Rosso mi sembra composto da compagini più forti fisicamente, almeno sulla carta. Ma non si può mai dire. La recente sconfitta di Verona contro Vigevano di domenica scorsa, per esempio, è stata una sorpresa e alla fine i due raggruppamenti si equivalgono, con tante squadre competitive e ambiziose. Le favorite sono diverse: è importante arrivare al meglio ai playoff".

Forlì può farcela?

"Può puntare ad arrivare fino in fondo".

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