Forlì, Antonioli la mossa giusta. Nessuno va meglio dopo l’esonero

Otto società hanno cambiato allenatore: per il successore di Martini 1,7 punti a partita. Una media da playoff

Forlì, Antonioli la mossa giusta. Nessuno va meglio dopo l’esonero
Forlì, Antonioli la mossa giusta. Nessuno va meglio dopo l’esonero

È stata la ‘mano’ di… Mauro Antonioli. I tre punti arpionati, domenica, allo stadio di Acquaviva contro il Victor San Marino hanno consentito al Forlì di salire all’ottavo posto in classifica a quota 22 punti; di questi, 19 sono arrivati durante la gestione del tecnico milanese, subentrato alla quarta giornata all’esonerato Marco Martini. Con Antonioli in sella i biancorossi hanno ottenuto 5 vittorie e 4 pareggi, a fronte di 2 sconfitte, viaggiando alla media di oltre 1,7 punti a partita contro il misero punticino – frutto della vittoria sul Certaldo (risicatissima) ai danni del Certaldo – del suo predecessore.

Una proiezione sull’intero campionato collocherebbe il Forlì a quota 56-57 punti: curiosamente gli stessi che nella passata stagione non furono sufficienti per garantire l’accesso ai playoff al Galletto, ma solo per la beffa della classifica avulsa. Oggi la ‘cura’ Antonioli ha avuto l’effetto di invertire la rotta, innanzitutto restituendo fiducia e consapevolezza a una squadra apparsa molle, sgualcita e anche piuttosto attapirata, e poi donandole un gioco.

La bontà del lavoro svolto dal nuovo tecnico biancorosso è suffragata ancora una volta dai freddi numeri. Nel contesto di un campionato che ‘brucia’ allenatori come legna nel camino (8 i club che hanno già cambiato il ‘manico’), Antonioli è quello che, finora, ha inciso di più. Nessuno come lui. Alle sue spalle si piazza la meteora Manolo Manoni, il cui interregno alla Pistoiese prima del ritorno di Gigi Consonni è durato 10 giorni: una vittoria e una sconfitta fanno 1,5 punti di media, però in questo caso poco significativa. Identica media (1,5) ma dopo 10 turni l’ha scolpita Antonio Palo, accorso al capezzale del malandato Sant’Angelo, ora traghettato fuori dalla sottile linea rossa della zona calda. Anche Francesco ‘Ciccio’ Baiano è stato richiamato di gran carriera dall’Aglianese grandi firme del nuovo corso, delusione assoluta del campionato, per rimpiazzare il flop Maraia (3 punti in 4 partite). L’ex spalla di Gabriel Batistuta alla Fiorentina ha sia pure parzialmente risollevato i neroverdi (14 punti in 10 partite, media 1,4), sempre lontanissimi, tuttavia, dalla mensa delle prime.

Ebbene sì, Antonioli sta facendo meglio di colleghi che hanno ereditato panchine ancora più prestigiose della sua. Come Raffaele Novelli, allenatore del Prato eterna incompiuta: sollevato dall’incarico Lucio Brando già alla prima giornata, ha totalizzato finora appena 16 punti (media 1,23 a partita). È invece fresco di esordio Romulo Togni, tornato domenica (dopo circa mezzo lustro) alla guida di un Mezzolara inguaiatissimo ma capace di imporre lo 0-0 alla capolista Ravenna a domicilio.

Bocciati Andrea Ciceri (Sangiuliano City) e Walter Vangioni (Borgo San Donnino), rispettivamente con 0,9 e 0,87 punti di media a partita dopo nove e sette turni di campionato.

Continua a leggere tutte le notizie di sport su