Caldo non da record Il climatologo Ravaldi: "Mai superati i picchi delle estati più roventi"

"Sei anni fa si giunse fino a 43,8°, mentre venerdì siamo arrivati a 38,5°. Piuttosto è stata l’umidità a farla da padrona, rendendo più estrema. la percezione del calore". Intanto si avvicina la ‘rottura’ della stagione.

Caldo non da record  Il climatologo Ravaldi:  "Mai superati i picchi  delle estati più roventi"
Caldo non da record Il climatologo Ravaldi: "Mai superati i picchi delle estati più roventi"

di Mattia Grandi

L’estate 2023, con le sue tante ondate di calore, ha le ore contate. E la prossima settimana registrerà la prevalenza di tempo instabile con l’abbassamento delle temperature anche di 8-10 gradi. Un cambio di scenario già in atto sulla parte più a nord della penisola che si prepara ad abbracciare anche l’area del circondario imolese. Per qualcuno una sorta di manna. Per altri, semplicemente, i titoli di coda della stagione da ombrellone e lettini. E pure i condizionatori potranno tirare un sospiro di sollievo dopo nottate no stop in termini di accessione.

"L’anticiclone africano cederà il passo all’influenza del pari grado delle Azzorre che agevolerà l’ingresso di perturbazioni in arrivo dalla Francia – spiega Fausto Ravaldi, coordinatore della rete agrometeorologica dell’Istituto Scarabelli di Imola –. Ma parlare di temperature record alle latitudini di Imola non è corretto. Fino allo scorso 25 agosto non abbiamo mai toccato i 38 gradi di massima".

Una sorta di isola felice nell’italico deserto. "Il picco è stato raggiunto il 25 con quei 38,5 gradi che, ragionevolmente, finiranno in archivio come punto più alto della colonnina del termometro in questo 2023 – continua l’esperto –. Con un curioso effetto microclima tutto nostrano. La quota dei 38,5 è stata rilevata nelle nostre stazioni posizionate allo Scarabelli e a Montecatone. Nel presidio di Sesto Imolese, in aperta campagna e con strumentazione collocata su manto erboso, sono stati raggiunti i 39,4 gradi".

Un incremento comunque significativo in ambito locale rispetto al precedente primato annuale che sentenziava i 37,8 gradi nella frazione della bassa imolese, i 37,4 in città e i 36,4 sulle prime colline. Ma il ragionamento si fa più ampio quando Ravaldi, statistiche alla mano, cancella qualsiasi dubbio sull’ipotesi di collocazione dell’estate 2023 sul podio della canicola: "Il vero record fu segnato il 5 agosto 2017 con 43,8 gradi – racconta sicuro consultando i registri del tempo –. Quella sì che fu una settimana infernale, quando le temperature superarono ogni giorno, dal 3 al 7 agosto, la soglia dei 41 gradi".

E allora, è proprio il caso di dirlo, non c’è da lamentarsi.

"La memoria, però, tende a rimuovere con facilità, da un anno all’altro, i patemi legati alla calura estiva – scherza Ravaldi –. Nel 2011, infatti, il picco segnò i 41,4 gradi mentre nel 2013 arrivammo ad una massima di 42,2". Con una sentenza: "I mesi estivi del 2023 sono stati nella media in termini di caldo, anche al di sotto rispetto alla panoramica storica di Imola – conclude -. È l’umidità a farla da padrone, rendendo più estrema la percezione della condizione termica. Poi ci sono tanti parametri che incidono, da persona a persona, sulla convivenza con il clima del periodo. Ma questo è tutto un altro capitolo".