Cogne, si rischiano i titoli di coda. Trasferimenti e allarme chiusura

Sindacati pronti alla mobilitazione: "L’azienda torni sui suoi passi. Difenderemo ogni singolo posto di lavoro"

Cogne, si rischiano i titoli di coda. Trasferimenti e allarme chiusura
Cogne, si rischiano i titoli di coda. Trasferimenti e allarme chiusura

Rischiano di scorrere i titoli di coda sulla gloriosa storia della Cogne, azienda di macchine tessili entrata ormai da diversi anni nell’orbita della Sant’Andrea di Novara dopo un lungo periodo di crisi e da tempo operativa con un organico sempre più ridotto. Durante un incontro tra organizzazioni sindacali e direzione aziendale, andato in scena in settimana nella sede imolese di Confindustria Emilia area centro, il general manager incaricato, arrivato direttamente da Novara, si è infatti presentato al tavolo "manifestando le intenzioni del gruppo di ridurre i costi e di ristrutturare e riorganizzare l’azienda partendo dalla sede di Imola dove sono rimasti sei lavoratori nel reparto magazzini e ricambi", riferiscono Antonino Liuzza (Fim Cisl), Marco Valentini (Fiom Cgil) e Giuseppe Rago (Uilm Uil).

Sempre secondo quanto ricostruito dai sindacati, il manager ha infatti prospettato il "trasferimento di tre dipendenti nello stabilimento di Novara comunicando anche una condizione di esubero del personale".

Già nel 2020 si era concretizzata una riduzione della forza lavoro presente, a causa della cessazione di attività del reparto officina con l’impegno però di salvaguardare il sito e l’occupazione delle maestranze. La società, gestita dal gruppo francese Nsc, ora ha invece dichiarato l’intenzione di "chiudere definitivamente la sede di Imola".

Fim Fiom e Uilm si oppongono a questa decisione, in quanto "i lavoratori ‘storici’ e che tanto hanno dato negli anni per la Cogne Macchine Tessili prima e per la Sant’Andrea dopo si vedrebbero negare il proprio posto di lavoro", proseguono i sindacati. "Chiediamo alla direzione aziendale di ritirare formalmente quanto comunicato durante l’incontro e ci opporremo con forza alle decisioni prese – fanno sapere Fim Fiom e Uilm territoriali –. Non ci interessa il numero dei lavoratori interessati: se tre, cinque o trecento. Crediamo convintamente che ogni posto di lavoro debba essere difeso e mantenuto a maggior ragione che la Cogne nasce ad Imola e non può morire a Novara o altrove. Chiediamo alla Sant’Andrea e alla Nsc groupe di trovare soluzioni che vadano verso un rilancio del sito e di attivare se necessario gli ammortizzatori sociali". Le sigle e i lavoratori non escludono sin da subito azioni di protesta.