Due Agosto, Imola non dimentica "La ricerca della verità è un dovere"

L’appello di Panieri: "Lo dobbiamo alla memoria delle vittime". Mosciatti: "Serve una società più giusta"

Due Agosto, Imola non dimentica   "La ricerca della verità è un dovere"
Due Agosto, Imola non dimentica "La ricerca della verità è un dovere"

Imola ha ricordato ieri pomeriggio, con la consueta cerimonia nel ‘Giardino vittime della strage del 2 agosto 1980’ (angolo via Villa Clelia, don Cortini e Lolli), gli 85 morti e gli oltre 200 feriti dell’attentato di 43 anni fa alla stazione di Bologna.

Sono intervenuti il sindaco Marco Panieri e il vescovo Giovanni Mosciatti. Ed erano presenti, tra gli altri, i familiari dell’imolese Rosa Rita Bertini, rimasta ferita nell’attentato, il vicesindaco Fabrizio Castellari, alcuni consiglieri comunali, i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, delle associazioni d’arma, dell’Anpi, dell’Aido e dell’Avis.

"Da 43 anni questo giorno ogni anno ci fermiamo per ricordare il più sanguinoso attentato in tempo di pace nel nostro Paese, che rappresenta una ferita ancora aperta per la nostra comunità nazionale – ha sottolineato il sindaco Panieri nel suo intervento –. Un dovere commemorare e fare memoria, per le 85 vittime, per i 200 feriti, per le loro famiglie. Anche da Imola chiediamo che si continui a ricercare fino in fondo tutta la verità. Lo dobbiamo alla memoria delle vittime, alle persone ferite, a tutti i loro familiari; lo dobbiamo a Bologna, all’Emilia-Romagna e all’Italia intera; lo dobbiamo a noi stessi, in nome della credibilità delle istituzioni democratiche. Imola non dimentica e non dimenticherà: contro ogni forma di barbarie terroristica e di violenza cieca rispondiamo con i valori di libertà, democrazia, pace, legalità e giustizia che contraddistinguono la nostra comunità".

Il sindaco ha poi ringraziato le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e tutte le realtà che quotidianamente lavorano per la sicurezza della popolazione e che nella recente alluvione sono intervenute con grande rapidità ed efficacia.

"Non è mai una democrazia quella che elimina le persone e non guarda al bene di tutti – ha concluso il vescovo Mosciatti prima di benedire la corona deposta ai piedi della lapide che commemora chi perse la vita in nell’attentato –. Dobbiamo guardare al bene più grande e affidiamo alla Madonna del Piratello le vittime e i loro familiari, per una società più giusta".

Alla commemorazione organizzata al mattino, alla stazione di Bologna, ha preso invece partecipato per conto del Municipio il presidente del Consiglio comunale, Roberto Visani. A entrambe le iniziative, sia quella che nel capoluogo emiliano che quella del ‘Giardino vittime della strage del 2 agosto 1980’, Imola è stata rappresentata anche dal gonfalone della città.