Ecco il patto per la ricostruzione "In Vallata ci sono 190 frane I danni ammontano a 50 milioni"

I sindaci dei quattro Comuni collinari hanno consegnato il documento al generale Figliuolo. Nero su bianco le priorità, a cominciare dalla necessità di scacciare l’incubo dello spopolamento.

Ecco il patto per la ricostruzione  "In Vallata ci sono 190 frane  I danni ammontano a 50 milioni"
Ecco il patto per la ricostruzione "In Vallata ci sono 190 frane I danni ammontano a 50 milioni"

Il patto per la ricostruzione della vallata è nero su bianco. E il documento di 12 pagine, redatto dai quattro municipi della collina, è finito anche nelle mani del generale Figliulo in visita nelle zone più colpite dalle frane sulle pendici circondariali. Si intitola ‘Verso la ricostruzione della Valle del Santerno – Lo stato dell’arte e il patto per la ricostruzione’, ma è già in lavorazione un report ancora più dettagliato, lo scritto che rendiconta l’evoluzione della situazione dopo la calamità di maggio. L’obiettivo, però, è focalizzare la direttrice che porta al ripristino del territorio. Una serie di richieste da istituzioni, privati cittadini, imprenditori, agricoltori e commercianti a margine dei tanti incontri delle passate settimane. I numeri dei movimenti franosi nella valle sono spaventosi: 190 frane censite tra Borgo Tossignano (42), Casalfiumanese (44), Castel del Rio (60) e Fontanelice (44). Senza dimenticare gli smottamenti su aree private e i rilevamenti registrati da foto aeree. Il primo capitolo del volumetto è incentrato sulle attività svolte durante l’emergenza. Dalla creazione di un coordinamento univoco dei quattro singoli Coc alle attività assistenziali messe in campo per contrastare un disastro fatto di 544 persone evacuate e 152 nuclei familiari isolati. Dati in rete con Regione, Prefettura e Città Metropolitana sfociati nella compilazione di 196 domande Cas e 54 richieste di Cis.

Ma la ricognizione e mappatura delle frane ha portato anche alla predisposizione di un Sistema Informativo Territoriale (SIT) per avviare il processo di censimento in parallelo con i numeri relativi alla viabilità interrotta e agli evacuati. Non meno onerose le stime dei danni: 49 milioni di euro con Castel del Rio, a quota 24 milioni, che vanta il triste primato. Più di un milione la spesa per gli interventi di somma urgenza tramite debiti fuori bilancio fatti dagli enti.

La seconda porzione del dossier raggruppa le priorità per ripartire. In primis la viabilità per scacciare lo spettro spopolamento e tutelare l’imprenditoria. Preoccupa l’arrivo dell’inverno sul fronte trasporto scolastico, sulla circolazione dei mezzi pesanti e sulla tenuta dei bypass realizzati. Per non parlare della situazione delle tante provinciali che attraversano la collina. Spazio poi alla copertura delle risorse anticipate dai Comuni, per evitare patemi da default, e il rafforzamento della forza lavoro specializzata per completare le pratiche di avvio dei cantieri. Completano l’opera le richieste di sostegno economico alla popolazione, la ricostruzione di strade private e vicinali, la necessità di una legge speciale con stanziamenti per l’agricoltura e il coinvolgimento degli agricoltori nella manutenzione di rii e banchine. Specifici spunti da affrontare per il riavvio del comparto produttivo, agriturismi, attività ricettive, sentieri, ciclabili e per il contrasto ai dissesti idrogeologici.

Mattia Grandi