Il Campanaccio saluta Mongardi: "Cinquant’anni di grandi emozioni. Mike e Tognazzi tra i nostri clienti"

Lo storico titolare e l’inseparabile moglie Maria Grazia passano il testimone a partire da marzo "Abbiamo superato il difficile periodo del Covid, ma è difficile affrontare la tanta burocrazia" .

Il Campanaccio saluta Mongardi: "Cinquant’anni di grandi emozioni. Mike e Tognazzi tra i nostri clienti"

Il Campanaccio saluta Mongardi: "Cinquant’anni di grandi emozioni. Mike e Tognazzi tra i nostri clienti"

Il Campanaccio volta pagina con un nuovo gestore a partire da marzo. Dopo più di cinquant’anni, il locale saluta infatti il suo storico titolare Luciano Mongardi, pronto per la pensione. Un addio che sa di nostalgia e che lascia alle spalle un’attività intensa e ricca di ricordi.

Mongardi, come è cominciata la sua avventura al ‘Campanaccio’?

"Inizialmente l’attività era di mio fratello, Francesco Mongardi, con sua moglie Gabriella. Io ho sempre collaborato con loro come dipendente, poi nel 1990 mia cognata si è ritirata e io sono subentrato occupandomi della cucina. Fino al 2010 siamo rimasti io e mio fratello e mia moglie Maria Grazia come collaboratrice. Poi, nel 2010, mio fratello si è ritirato e siamo rimasti io e mia moglie".

Com’è stato gestire un locale di questa portata?

"Ci sono stati momenti di grande soddisfazione, ma anche momenti tristi, come il Covid e la crisi economica nel 2012-14. Però nel bilancio sono più le cose belle che quelle brutte. Abbiamo assistito al cambiamento della gente".

Come mai avete deciso di fare questo passo indietro?

"Sicuramente per l’età che avanza. Però, bisogna dire che la burocrazia è iniziata ad essere molto importante. Mia moglie passa tutto il giorno dietro a mail e a fare corsi. È diventato un lavoro nel lavoro. Una volta per noi lavorare era cucinate e far sì che le persone fossero contente, ora c’è molto di più. Un altro problema che abbiamo riscontrato riguarda il personale. Noi abbiamo uno staff invidiabile, con ragazzi che ci seguono, ma trovare personale qualificato è sempre più faticoso".

Clienti famosi?

"In 53 anni, specialmente negli anni 70, le persone passavano dopo essere stati al ’Piro Piro’, la sala da ballo di Toscanella. Facevamo orari molto lunghi, stavamo aperti fino alle 4 di mattina. Quindi, finiti gli spettacoli, il nostro locale diventava un ritrovo di tutte le persone. Abbiamo avuto alla nostra tavola da Riccardo Fogli e Francesco Guccini, all’orchestra di Casadei che si fermava sempre quando veniva a suonare in zona. Tra i nostri clienti abbiamo avuto anche Tognazzi e Mike Bongiorno".

Consiglierebbe a un ragazzo di dedicarsi a questa attività?

"Assolutamente sì, è molto bello il rapporto con i clienti. Specialmente in questo frangente ci hanno dato una grande dimostrazione di affetto e amore. La cucina è creativa, per un giovane appassionato che abbia voglia di fare".