"Io penso già all’Inter. Dobbiamo restare umili e con i piedi per terra"

Il tecnico: "Le gare non cambiano per caso. Credo nel lavoro, non nella fortuna. Abbiamo disputato un grande match contro un’ottima squadra:. non ci siamo mai arresi, continuando a giocare il nostro calcio". .

"Io penso già all’Inter. Dobbiamo restare umili e con i piedi per terra"

"Io penso già all’Inter. Dobbiamo restare umili e con i piedi per terra"

Bologna sul tetto del mondo è esagerato? No, perché nessuno in estate immaginava che il mondo rossoblù potesse arrivare fino a qui. Sesta vittoria di fila, quarto posto e zona Champions saldamente in pugno, settecentocinquanta tifosi rossoblù nello spicchio di Gewiss Stadium in estasi e come loro Joey Saputo col figlio Luca in tribuna dopo il triplice fischio di La Penna.

Solo Motta esibisce in sala stampa una calma quasi olimpica, parlando come se fosse l’allenatore di un gruppo che sta facendo qualcosa di normale. "Abbiamo fatto una grande partita contro un’ottima squadra del nostro campionato, abituata da anni a stare lassù" dice Thiago: e fin qui è difficile dargli torto.

"La partita cambiata nell’intervallo – dice ancora il tecnico –? Le partite non vengono ribaltate per caso e io non credo alla fortuna, ma al lavoro". Il lavoro che ha portato il Bologna fin qui è sotto gli occhi di tutti. Ma da dove nasce? Spiccioli di filosofia mottiana: "Nasce dal primo giorno in cui ci siamo incontrati e abbiamo messo in chiaro i nostri doveri". Un anno e mezzo fa insomma.

È il futuro che adesso è talmente abbagliante da accecare. Forse il segreto, come fa Thiago, è non guardarlo: "La Champions? Non ci penso neanche. Io penso solo a preparare al meglio la prossima partita contro la squadra più forte del campionato (l’Inter avversaria dei rossoblù sabato al Dall’Ara, ndr). Con umiltà e piedi per terra".

Spazio per i sogni non c’è, specie adesso che i sogni sono diventati realtà. E dire che anche ieri a Bergamo fino all’uno-due che in quattro minuti ha rivoltato la partita come un calzino la gara dei rossoblù era stata in salita. Quasi strabuzza gli occhi Motta: "Non si può pensare di affrontare un avversario forte come l’Atalanta senza incontrare delle difficoltà. Ma davanti alle difficoltà non ci siamo arresi, abbiamo continuato a lottare giocando il nostro calcio e alla fine è arrivata la vittoria".

Grazie anche a due innesti nella ripresa, Saelemaekers e Lucumi, che hanno letteralmente spaccato la partita. "Quando entra con quell’atteggiamento Alexis porta qualcosa di speciale – ammette il tecnico –. Non mi piace invece quando si butta per terra: i calciatori sono fatti per stare in piedi e una delle poche cose che mi fa arrabbiare di questi ragazzi è quando in allenamento simulano".

Che non è un riferimento al rigore solare di ieri, nato da un aggancio in area tra l’ex rossonero e Koopmeiners.

Quanto a Lucumi, "Jhon sta bene, e come lui Beukema. Oggi era il turno di Calafiori e anche lui ha fatto una grande partita. Sono contento perché ho tre grandi difensori che possono giocare assieme".

E poi ha l’immenso Ferguson, uno dei pochi per i quali si sbilancia nei voti: "A Lewis do sempre dieci. E non per i gol che segna, ma perché in campo è un guerriero che con l’esempio trascina tutti". Chiusura con Urbanski: "In quel momento avevo bisogno di aggiungere qualità in mezzo al campo e lui me l’ha data".

Ogni tassello al posto giusto: anche così si costruisce l’ennesima partita perfetta.