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8 mag 2022

Vicolo di via Punta chiusa, riparte la protesta

Il piano prevede la costruzione di 8 alloggi. I residenti dicono no: "Traffico e insicurezza aumenteranno". E meditano di andare in tribunale

Una delle manifestazioni di protesta promosse dai residenti del vicolo di via Punta chiusa
Una delle manifestazioni di protesta promosse dai residenti del vicolo di via Punta chiusa
Una delle manifestazioni di protesta promosse dai residenti del vicolo di via Punta chiusa

Riparte la protesta dei residenti del vicolo di via Punta chiusa. In concomitanza con la scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni alla contestata variante che dà il via libera alla costruzione di otto nuovi alloggi (rispetto però ai 24 iniziali, con trasferimento altrove del restante 60% della capacità edificatoria prevista), ieri gli abitanti di quel pezzo di Pedagna sono tornati far sentire la loro voce.

"Riteniamo che la questione abbia rilevanza per l’intero quartiere – mandano a dire i residenti riuniti in un comitato –, pur essendo consapevoli che ci toccherà far valere le nostre ragioni presso gli organi giuridici amministrativi competenti". I termini della questione, almeno agli occhi di chi abita nel vicolo di via Punta chiusa, sono "chiari ed evidenti". E cioè: il Comune, decidendo di andare avanti con le nuove costruzioni, per quanto ridotte rispetto alle previsioni, "ha continuato a prestare totale acquiescenza alle richieste di una parte dei proprietari del terreno che hanno l’obiettivo di una monetizzazione immediata dell’area". In questa maniera, sempre secondo il comitato, "si andrà a incrementare il traffico veicolare in un vicolo di appena sei metri di larghezza, aumentando in modo assurdo le già precarie condizioni di insicurezza che lo caratterizzano".

Come se ne esce, dunque? Secondo i residenti di via Punta chiusa, la soluzione è semplice. "Alla stregua di quanto già fatto per l’edificabilità di competenza di una parte dei proprietari dell’area, su loro stessa richiesta, l’amministrazione provveda a trasferire la capacità edificatoria restante in altro ambito, non ledendo l’interesse di nessuno – avvertono dal comitato –. Così facendo, per tutta l’area interessata dall’ambito N. 129 potrebbero essere riconfermate le previsioni urbanistiche del Prg del 1999, in cui la stessa era parte integrante dell’attigua area destinata ad attrezzature sportive denominata Calipari".

Una decisione che, sempre seguendo il ragionamento dei residenti di via Punta chiusa, non scontenterebbe nessuno. "Questa scelta perseguirebbe il vero interesse del quartiere Pedagna – assicurano dal comitato – che ha visto nell’ultimo ventennio una notevole crescita degli insediamenti residenziali. E che sarà interessato a breve dall’edificazione di circa ulteriori 400 alloggi previsti nell’area di espansione cosiddetta ‘Carlina 2’ confinante con l’ambito N. 129".

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