Minacciato, picchiato, lasciato senza cibo né acqua, e privato di tutti i suoi soldi, presi dalla moglie per pagarsi – tra le altre cose – la liposuzione. È quanto avrebbe subito per anni un imprenditore, che però alla fine, cacciato da casa, ha mandato sotto processo la ex moglie, un’infermiera 53enne. I fatti – che sarebbero avvenuti a Corridonia dal 2014 al 2017 – sono al centro di un processo che si è aperto ieri in tribunale a Macerata. La situazione in famiglia sarebbe precipitata dopo che lui, all’epoca 59enne, aveva avuto in infarto. La moglie...

Minacciato, picchiato, lasciato senza cibo né acqua, e privato di tutti i suoi soldi, presi dalla moglie per pagarsi – tra le altre cose – la liposuzione. È quanto avrebbe subito per anni un imprenditore, che però alla fine, cacciato da casa, ha mandato sotto processo la ex moglie, un’infermiera 53enne. I fatti – che sarebbero avvenuti a Corridonia dal 2014 al 2017 – sono al centro di un processo che si è aperto ieri in tribunale a Macerata. La situazione in famiglia sarebbe precipitata dopo che lui, all’epoca 59enne, aveva avuto in infarto. La moglie avrebbe approfittato delle sue condizioni di salute, anche con la violenza: avrebbe preso il marito a pugni, sarebbe arrivata a colpirlo con un rasoio elettrico e con il soffione della doccia. Queste aggressioni sarebbero state così violente da richiedere più volte le cure del pronto soccorso. L’imprenditore avrebbe avuto una volta una prognosi di 12 giorni, e un’altra di un mese per le fratture scomposte, i traumi e le ferite causati dalle botte prese dalla moglie. La donna avrebbe poi imposto al marito di troncare ogni rapporto con i figli avuti dalla prima moglie. Lo avrebbe tenuto per ore seduto in poltrona, costretto a indossare il pannolone per non doverlo accompagnare in bagno; gli avrebbe imposto di mangiare una sola volta al giorno e gli avrebbe consentito di bere solo fino alle 17. Gli avrebbe limitato l’uso del cellulare, che lui poteva prendere solo quando lei era presente. Infine, lo avrebbe persuaso a lasciarle la gestione dei suoi risparmi, facendosi consegnare il bancomat. L’ex infermiera per altro si sarebbe anche fatta prestare dei soldi dai parenti di lui: 30mila euro sarebbero stati usati da lei per la liposuzione. Si sarebbe fatta rilasciare una delega, per poter operare sui conti del marito, e alla fine lui si sarebbe ritrovato del tutto sottomesso a lei, alle sue angherie, alle sue minacce di morte e di botte, al punto da mentire sia ai medici sia ai figli sulle sue condizioni di vita. Dopo mesi di abusi, ridotto alla fame e prostrato nel fisico e nell’anima, il 59enne sarebbe scappato di casa chiedendo aiuto. La donna avrebbe cambiato le serrature, e gli avrebbe impedito anche di recuperare le sue cose in casa sua. Con l’avvocato Luciano Pacioni (nella foto) però l’imprenditore è riuscito a denunciare cosa avrebbe subito, e così ora la ex moglie è sotto processo con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Ieri, nella prima udienza, il giudice Cortegiano ha acquisito le dichiarazioni di nove testimoni, rilasciate durante la fase delle indagini. Poi l’udienza è stata rinviata al 31 maggio. La donna, difesa dall’avvocato Luciano Pizzirusso, potrà dare la sua versione sulle accuse che le vengono rivolte. L’ex marito si è costituito parte civile con l’avvocato Pacioni.

Paola Pagnanelli