Choc in centro a Recanati. Sorelle trovate morte dopo mesi, erano una accanto all’altra

Luisa Berenice e Piermaria Luigia Stortini avevano 69 e 71 anni: decedute nella loro casa sul corso. La scoperta dopo la segnalazione di alcune infiltrazioni d’acqua nell’alloggio sottostante

L’uscita di una delle bare dal palazzo di via Persiani (foto De Marco)
L’uscita di una delle bare dal palazzo di via Persiani (foto De Marco)

Recanati (Macerata), 7 dicembre 2023 – Erano sempre insieme, l’una a sostenere l’altra e insieme sono morte, l’una accanto all’altra: sono state trovate così nel primo pomeriggio di ieri a Recanati le due sorelle Stortini, Luisa Berenice, 69 anni e Piermaria Luigia, 71 anni, la più grande sdraiata a letto e l’altra seduta accanto a lei, morte probabilmente da diversi mesi, stante l’avanzato stato di decomposizione dei corpi e la loro quasi mummificazione. Un dramma della solitudine reso ancor più scioccante perché avvenuto in corso Persiani, a due passi dalla piazza e dal palazzo comunale, in pieno centro storico.

Sorelle trovate morte, due vite da invisibili

La morte, stando ai primi accertamenti effettuati nel corso del pomeriggio di ieri, è quasi sicuramente imputabile ad una causa naturale, ma sarà il medico legale, Antonio Tombolini, con l’autopsia autorizzata dalla Procura di Macerata (che si svolgerà sabato) a certificare quanto accaduto in quella casa. Luigia era la più attiva, quella che si occupava della spesa e di tutte le incombenze di casa accompagnata dalla sorella Berenice, meno autonoma e intraprendente. Molti anni fa aveva provato ad aprire una parruccheiria sotto casa, nel cortile interno dell’immobile, un’attività che però è durata poco; si mantenevano grazie ai canoni di locazione di diverse proprietà fuori città che avevano affittato. Negli ultimi mesi, però, per una caduta accidentale, Luigia aveva difficoltà a muoversi e non era stata più in grado di provvedere a sé e alla sorella minore.

Le due sorelle non avevano rapporti sociali: da tempo avevano tagliato i ponti con tutti i parenti (un loro zio era stato sindaco di Recanati durante il ventennio fascista) e difficilmente parlavano con i vicini anche per un loro carattere scontroso e diffidente. D’altra parte il loro appartamento confinava con un istituto bancario, con alcuni negozi e con locali disabitati. Neanche i loro medici curanti le conoscevano così come le istituzioni: non avevano mai accettato aiuti dai servizi sociali. Il tragico ritrovamento dei loro corpi è dovuto ad una fortuita coincidenza: dal loro appartamento filtrava acqua nell’alloggio sottostante che è, disabitato. Il suo proprietario nei giorni scorsi era andato a fare un sopralluogo e si era accorto della macchia di umidità sul soffitto. Dopo aver inutilmente cercato di contattare le due sorelle, si è rivolto alla polizia municipale e ai servizi sociali del Comune.

"Abbiamo cercato di prendere contatti con loro – ricorda l’assessore ai Servizi sociali Paola Nicolini – ma inutilmente. Abbiamo cercato di risalire ai parenti o a chi poteva conoscerle, ma non siamo riusciti ad avere nessun contatto. Da qui è scattato l’allarme". Polizia municipale e vigili del fuoco nella tarda mattina di ieri, verso le 11.30, sono intervenuti e, una volta forzato il portone d’ingresso dell’alloggio, hanno fatto la macabra scoperta delle due donne morte. Il fatto riconduce alla memoria la tragica vicenda della famiglia Canullo di Macerata i cui tre componenti (gli anziani genitori e il figlio rimasto invalido dopo un incidente) furono trovati morti nel settembre del 2021 dopo mesi nella loro villetta isolata a Santa Croce. Anche in questo caso la morte è stata determinata, almeno in parte, dall’incapacità delle due donne di provvedere a se stesse, spegnendosi per inedia.