Insulti contro la suocera: "Cartelli sulla tomba di mio marito". La nuora finisce sotto processo

L’anziana avrebbe trovato dei biglietti offensivi al cimitero: la moglie del figlio immortalata dalle telecamere, ora è accusata di vilipendio delle tombe. Lei respinge le accuse, il giudice nega la perizia grafologica .

Macerata, 30 novembre 2023 – Le beghe familiari si sarebbero scaricate sulla tomba di un defunto, dove la nuora avrebbe lasciato biglietti di insulti contro la suocera. Per questo ora una donna, Cristina Luciani, maceratese 52enne, si ritrova sotto processo con l’accusa di vilipendio delle tombe. I fatti – ancora tutti da chiarire in tribunale – sarebbero avvenuti nel settembre del 2020 a Corridonia.

Insulti contro la suocera: "Cartelli sulla tomba di mio marito". La nuora finisce sotto processo
Insulti contro la suocera: "Cartelli sulla tomba di mio marito". La nuora finisce sotto processo

Teresa Picchio andava spesso al cimitero, per pregare e mettere dei fiori sulla tomba del marito. Ma a un certo punto, ogni volta che andava lì, avrebbe iniziato a trovare cartelli con scritte offensive contro di lei: erano messaggi rivolti al defunto, per informarlo di una presunta disinvoltura della vedova con altri uomini. Piuttosto dispiaciuta, la donna aveva chiesto al custode se avesse notato qualcosa di strano, se avesse visto qualcuno intorno alla tomba del marito, senza però riuscire a scoprire nulla.

Ma i cartelli avevano continuato ad apparire, sempre con le stesse offese sulla rispettabilità della vedova. Così, dopo l’ennesima denuncia e con la corridoniana sempre più disperata, erano state messe delle telecamere al cimitero, per scoprire chi fosse l’anonimo. Le telecamere avevano ripreso una donna avvicinarsi alla sepoltura e piazzare una di quelle scritte sistemata su un cartone, e quando il filmato era stato mostrato alla vedova, questa avrebbe capito chi era la sconosciuta: la nuora.

Per motivi mai chiariti, Luciani si sarebbe accanita contro la suocera; sapendo quanto lei curasse la tomba del marito, andando spessissimo a visitarla, avrebbe scelto proprio il cimitero per dileggiarla.

Ieri mattina per l’imputata si è aperto il processo, in tribunale a Macerata. L’avvocato difensore Stefano Migliorelli ha chiesto di sottoporre i cartelli a una perizia grafologica, per accertare se a scriverli fosse stata davvero la 52enne, che ha sempre respinto le accuse. Alla richiesta si è opposto il pubblico ministero Francesca D’Arienzo, facendo presente che c’erano le immagini su quanto accadesse davanti alla tomba e che dunque un accertamento sulla mano autrice delle scritte sarebbe stato superfluo.

Il giudice Domenico Potetti alla fine non ha disposto alcuna perizia e ha rinviato l’udienza per iniziare a sentire i primi testimoni dell’accusa.

La vedova, che era assistita dall’avvocato Laura Bozzi, non si è costituita parte civile. Le sue denunce erano state a carico di ignoti, non avendo la minima idea di chi fosse a mettere quel cartelli, e vedere la nuora era stata una brutta sorpresa per lei.

Ora la donna spera solo che si possa recuperare questa frattura familiare, per ritrovare un minimo di pace domestica e superare i conflitti.