"Moreno, sapevi volere bene con sincerità"

Chiesa piena, rombo di motori e lacrime per l’ultimo saluto al 33enne morto in un incidente stradale: "Lo sentiremo sempre accanto a noi"

"Moreno, sapevi volere bene con sincerità"
"Moreno, sapevi volere bene con sincerità"

Un lungo applauso, accompagnato dal rombo delle moto degli amici, ha saluto il feretro all’uscita dalla chiesa di San Domenico; poi il corteo funebre, scortato dai "centauri", si è mosso verso il cimitero per l’ultimo viaggio terreno di Moreno Castelletti, il 33enne di San Severino morto domenica mattina in un incidente stradale sulla "Valnerina", finendo fuori strada con la sua Suzuki Gsx R600. Ieri pomeriggio un’intera comunità si è stretta attorno ai suoi familiari: c’erano anche il sindaco Rosa Piermattei e, poco più in là, il suo collega di Fiastra, Sauro Scaficchia, primo cittadino del paese d’origine della famiglia Castelletti. La cerimonia religiosa, celebrata dal parroco don Aldo Romagnoli, è stata molto partecipata; in tanti sono rimasti fuori dalla chiesa, in silenzio, sotto il sole ancora estivo, non avendo trovato posto fra i banchi. Un abbraccio forte, davvero commosso, quello di parenti e amici per la compagna Alice, per il bimbo di tre anni della coppia, per i genitori Monia e Stefano, per i fratelli Lorenzo e Andrea e per gli altri congiunti più intimi, inevitabilmente affranti dal dolore. "Due mesi fa, al funerale di nonna, mi hai detto che avresti voluto che fossi stata io a scrivere il discorso funebre per te", ha detto la cognata Dalila (sorella di Alice), a fatica, con voce rotta dall’emozione, al termine della messa: "Tu scherzavi sempre, invece eccomi qui a dover assolvere questo compito così difficile. Moreno, tu eri un ragazzo solare, sorridente, capace di voler bene con sincerità, che amavi definire Alice e il piccolo il ‘mio tutto’. Appena potevi, anche solo per un minuto, andavi fino a Cusiano ad abbracciarli. Il tuo amore resterà per sempre con loro, con tutti noi". Molto toccante anche l’omelia di don Aldo Romagnoli che, prendendo spunto dal vangelo di Giovanni sulla morte di Lazzaro, ha ricordato le parole di Gesù: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno". "Di fronte a una vita spezzata a soli 33 anni – sono state le parole del parroco – non possiamo non credere alla salvezza, a una vita che va oltre la morte. In questo momento di grande sofferenza umana dobbiamo pensare a ciò che disse Gesù sulla croce: ‘Padre, nelle tue mani, consegno il mio spirito’. Pure noi oggi consegniamo Moreno nelle mani di Dio affinché possa vivere in eterno. Così lo sentiremo sempre accanto a noi".

m. g.