La generazione d’oro: da Ginobili a Nocioni, le origini maceratesi delle stelle del basket

Lo studio del sociologo Fiorenzo Santini sui campioni argentini: avi di Corridonia per Manu e per il "Puma" Alejandro Montecchia. Hugo Sconochini e Andres "Chapu" Nocioni originari di Cingoli

Macerata, 2 gennaio 2024 – Nella storia delle Olimpiadi, l’Argentina ha conquistato solo 21 medaglie d’oro. Questo rende gli atleti vincitori dei veri eroi della storia nazionale. Due di queste medaglie hanno tantissimo Dna marchigiano, e in particolare della provincia di Macerata. Una è nel ciclismo, e l’altra nella celebratissima nazionale di basket che vinse tutti alle Olimpiadi di Atene: quattro atleti di quella squadra straordinaria, la "Generacion dorada" arrivavano dal Maceratese.

Dall’alto, in senso orario, Ginobili, Sconochini, Nocioni e Montecchia
Dall’alto, in senso orario, Ginobili, Sconochini, Nocioni e Montecchia

A rintracciare le origini di questi campioni è stato il sociologo di Camerano Fiorenzo Santini, che ha ripercorso a ritroso i viaggi degli emigranti tramite i documenti di anagrafi e archivi. Il primo nome è quello del ciclista Juan Curuchet, nato a Mar del Plata nel 1965, vincitore dell’oro nell’americana nel 2008 a Pechino con Walter Perez, e recordman di partecipazioni alle Olimpiadi con sei presenze.

"Curuchet – racconta Santini – ha dichiarato di essere di origini portorecanatesi e di essere stato messo in bici da bambino da suo zio Ramon Palanca, un cognome a cui c’è poco da aggiungere, vista la grandezza raggiunta dagli omonimi calciatori Massimo e Gianni".

Però la medaglia d’oro che è entrata nella storia argentina è senz’altro quella della squadra di basket scesa in campo ad Atene nel 2004, la "Generacion dorada".

Quei campioni sono tuttora considerati eroi. L’Argentina, pur essendo prettamente calciofila, ha un’ottima tradizione nel "baloncesto". Però l’epopea delle Olimpiadi di Atene è straordinaria. "Innanzitutto il 4 settembre 2002 la squadra argentina fu la prima a battere il Dream Team Usa, composto da tutti giocatori della Nba.

Poi la vittoria ad Atene diede all’Argentina un’altra medaglia d’oro 52 anni dopo la precedente. Allenati da Ruben Magnano (anche lui di origini italiane e cittadino italiano), quei giocatori furono definiti dal Cio la squadra più rivoluzionaria e indimenticabile del terzo millennio. Dopo un cammino abbastanza complicato, i ragazzi di Magnano prima batterono in semifinale gli Usa, poi in finale l’Italia. Di questi dodici giocatori, sette avevano un cognome italiano: Ginobili, Sconochini, Nocioni, Montecchia, Scola, Delfino, Oberto, in campo con Herrman, Wolkowyski, Sanchez, Gutierrez e Fernandez".

Ginobili, Sconochini, Nocioni e Montecchia hanno tutti ascendenti nel Maceratese. Il primo è Manu Ginobili, uno dei più grandi giocatori non statunitensi al mondo di sempre, vincitore di quattro anelli Nba con San Antonio. Nato a Bahia Blanca nel 1977, Emanuel Ginobili ha avi paterni di Corridonia.

"I suoi trisnonni David Ginnobili (con due enne) e Rosa Lattanzi emigrarono nel 1900, mentre gli avi materni, Maccari, erano di Pollenza". In un tweet, il campione ha di recente ringraziato Santini per aver trovato le sue esatte origini.

"Poi Alejandro "Puma" Montecchia, nato anche lui a Bahia Blanca nel 1972, giocatore che ha avuto una splendida carriera in Italia e Spagna: il nonno Alberico Montecchia emigrò anche lui da Corridonia. Hugo Sconochini, nato a Canada de Gomez nel 1971: il suo avo Ezio Sconocchini (con due c) partì da Cingoli (quasi sicuramente da Sant’Obrizio) e sposò l’india Maria Sinforosa Paz. Anche lui ha giocato ai massimi livelli in Italia e in Europa. Infine Andres "Chapu" Nocioni, nato a Galvez nel 1979, era iscritto fino al 2013 all’Aire di Cingoli, da dove partirono i suoi avi, probabilmente da Botontano".

Nocioni ha confermato le sue origini cingolane con un messaggio vocale al sua fraterno amico Sconochini, che vive in Italia ed è in contatto con Fiorenzo Santini. Nocioni ha giocato per otto anni in Nba oltre 600 partite segnando, poco meno di seimila punti, e quindi in varie grandi squadra spagnole.