Liomatic sciopero, il reparto officina trasferito: posto a rischio per i dipendenti

Tutti gli 11 addetti erano arrivati a Piediripa nel 2022 dopo la chiusura della filiale di Jesi, ora dovrebbero andare a Perugia: "Le persone non possono essere trattate come macchinari"

Liomatic, l'assemblea dei dipendenti a rischio trasferimento con i sindacati
Liomatic, l'assemblea dei dipendenti a rischio trasferimento con i sindacati

Piediripa (Macerata), 2 febbraio 2024 - Sciopero dei lavoratori della Liomatic di Piediripa per la situazione critica che vede undici dipendenti del ramo officina rischiare il posto.

L’azienda chiederebbe loro di trasferirsi, in appena un mese, nella sede di Perugia. Nel luglio 2022 Liomatic aveva chiuso la filiale di Jesi, in cui tutti gli undici lavoravano. Molti di loro, provenienti dall’anconetano, erano quindi già andati incontro ad un primo trasferimento. I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno pertanto indetto lo sciopero, al quale hanno aderito tutti, sostenuti anche da altri comparti dell’azienda.

"Temiamo che queste politiche aziendali possano riguardare in futuro anche altri comparti a Macerata - avverte Angelica Bravi, sindacalista Cgil -, parliamo di un’azienda la quale aveva detto che il trasferimento da Jesi sarebbe stato l’ultimo. Così come si sta facendo si creano grosse difficoltà. Noi chiediamo di mantenere l’officina a Macerata, dare possibilità ai lavoratori di proseguire l’attività sul territorio. Ivs, che detiene gran parte delle quote di Liomatic, si esprimeva come un’azienda con valori sociali, dicendo che risorse umane e legame col territorio fossero qualità primarie. Non è più così".

Raffaele Barchiesi, rappresentate sindacale dei lavoratori, si augura "maggiore chiarezza da parte dell’azienda. Questa vicenda ha toccato tutti, non solo gli undici direttamente coinvolti. Molti di loro sono nell’azienda da venti o trent’anni, speriamo che possano ricevere più rispetto anche per la loro anzianità di lavoratori".

Claudio Cicchitti, sindacalista Uil, aggiunge: "Lo sciopero è stata l’extrema ratio di una situazione inaccettabile, è giusto si protesti. In poco tempo i dipendenti si sono trovati a dover prendere una scelta molto complessa per loro e le loro famiglie".

"Le persone non possono essere trattate come macchinari - sottolinea Marco Squartini, sindacalista Cisl -, non è possibile che Ivs group, che nell’acquisizione di Liomatic ha sempre ribadito l’importanza del collegamento col territorio e il rapporto coi suoi collaboratori, non abbia considerazione delle ricadute sociali delle sue scelte. Parliamo di lavoratori che da decenni lavorano per questo gruppo e hanno contribuito alla sua ricchezza".

La prossima settimana i sindacati dovrebbero incontrare l’azienda. Ai dipendenti erano stati proposti 5mila euro in caso di rifiuto del trasferimento, con conseguente perdita del posto di lavoro. Alcuni dei lavoratori sarebbero impossibilitati a compiere il trasferimento a Perugia anche per condizioni familiari problematiche. "L’atteggiamento della Liomatic ci preoccupa anche per il futuro di altri reparti che possono subire la stessa dinamica dell’officina - scrivono i sindacati -, ma anche su questo l’azienda non ha ancora risposto, nonostante le nostre richieste di chiarimento. Temiamo uno smembramento complessivo della filiale con ulteriori trasferimenti che determinerebbero, indirettamente, dei licenziamenti".