Arietta, Benedicta e Nicoleta sfruttate fino alla morte. Dopo quasi due anni dal terrificante omicidio di cui è rimasta vittima, il corpo di Arietta Mata, giovane donna di origine ungherese costretta a prostituirsi lungo la via Emilia da una banda di albanesi poi arrestata, verrà presto rimpatriato. La salma riposerà in pace vicino ai suoi familiari dove Arietta viveva, a nord-est di Budapest. Il corpo della giovane è ancora in medicina legale a quasi due anni dal delitto, nel gennaio 2018 quando...

Arietta, Benedicta e Nicoleta sfruttate fino alla morte. Dopo quasi due anni dal terrificante omicidio di cui è rimasta vittima, il corpo di Arietta Mata, giovane donna di origine ungherese costretta a prostituirsi lungo la via Emilia da una banda di albanesi poi arrestata, verrà presto rimpatriato. La salma riposerà in pace vicino ai suoi familiari dove Arietta viveva, a nord-est di Budapest. Il corpo della giovane è ancora in medicina legale a quasi due anni dal delitto, nel gennaio 2018 quando Arietta fu uccisa da un cliente che ne abbandonò il corpo sui binari della ferrovia. Recentemente è arrivata la sentenza per l’assassino: Pasquale Concas, 51enne sardo è stato condannato in abbreviato a ventiquattro anni di carcere. In questi mesi, però, il Presidio castelfranchese di Libera – nomi e numeri per la lotta alle mafie – ha lanciato una raccolta fondi in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Associazione Papa Giovanni XXIII.

La raccolta ha finalmente permesso di raggiungere la cifra necessaria per dare ad Arietta una degna sepoltura, facendo rientrare la salma in Ungheria. L’iniziativa ha trovato fin da subito il sostegno del Consolato ungherese di Milano, che era stato contattato prontamente dalla mobile. Grazie poi alla collaborazione di Solwodi – Solidarity with Women in Distress, associazione ungherese impegnata a sostegno delle donne, infine è stato possibile nei mesi scorsi contattare il parroco della città di Arietta, l’amministrazione comunale e i genitori della giovane vittima che, a causa della situazione di grave indigenza, si erano ormai rassegnati a non riaverne le spoglie. A breve invece potranno ricordarla con un degno funerale. Intanto l’Associazione Papa Giovanni XXIII, il Presidio di Castelfranco Emilia di Libera e Vday, venerdì 22 novembre intendono ricordarla insieme ad altre due vittime di violenza dell’industria della prostituzione: Vasilica Nicoleta Neata e Benedicta Daniel uccise barbaramente tra il 2018 e il 2019. «L’evento di commemorazione intitolato non a caso ’Sfruttate fino alla morte’ – spiega Irene Ciambenzi della associazione Papa Giovanni – prevede una prima tappa ad Albareto di Modena dove fu trovato il corpo di Benedicta, presso Stradello Toni e una seconda tappa in Via Emilia est (angolo Via Mavora) dove era costretta a prostituirsi Arietta, a pochi metri dal luogo del delitto. Verrà ricordata con la posa di un cippo funebre proposto dagli operatori dell’Unità di strada della Comunità di don Benzi per non dimenticare».

Valentina Reggiani