Carburante, le nuove regole "Inutile esporre i cartelli coi prezzi, per noi è solo una perdita di tempo"

I gestori degli impianti d’accordo nel bocciare l’obbligo deciso dal ministro Adolfo Urso. Come fanno i clienti a capire se gli aumenti sono giusti vedendo cifre medie regionali?".

Carburante, le nuove regole   "Inutile esporre i cartelli coi prezzi,  per noi è solo una perdita di tempo"
Carburante, le nuove regole "Inutile esporre i cartelli coi prezzi, per noi è solo una perdita di tempo"

di Sofia Silingardi

È partito ieri l’obbligo per tutti i distributori di esporre i cartelloni con i prezzi medi di benzina e diesel. Devono essere quindi esposti non solo i costi del proprio impianto ma anche quelli medi regionali o nazionali, per favorire il confronto da parte degli automobilisti. Ma gestori e titolari dei distributori pensano sia inutile. "Non risolve il problema dell’aumento dei prezzi – spiega Roberto Zoboli, titolare dell’impianto Asef – È una manovra del governo per dire di aver fatto qualcosa per i prezzi quando mesi fa c’è stata la bolla speculativa. Adesso come adesso sembra esserci una speculazione vera e propria, non si capisce perché i prezzi stiano andando su così tanto, non c’è stata una giustificazione così grossa a livello economico come poteva essere quella di tempo fa. E il prezzo medio crea solo ulteriore confusione". "Ci sono delle regole anche per come esporre il prezzo. – prosegue – Quindi abbiamo anche ordinato un cartellone nuovo (ulteriore spesa) due mesi fa, e ci hanno detto che, se va bene, arriva a metà settembre o i primi di ottobre. Quindi noi adesso dobbiamo stampare delle mail che ci mandano ogni giorno ed esporle fuori. Però anche così se qualcuno vuole si può attaccare alle dimensioni del cartellone esposto e fare una multa. Ci sono delle regole che ci hanno mandato che sono un po’ assurde. Non ne capiamo il senso. Ancora, a noi che abbiamo anche il self service, ci hanno detto che ci comunicheranno anche il prezzo medio del self, che a noi sballa tutto. Perché ovviamente i self hanno un prezzo di molto inferiore a chi fa il servizio e se vai applicare il prezzo medio del self al servito vengono fuori delle anomalie". "Inutile rincorrere i prezzi, non serve a niente – aggiunge il padre Piero, anche lui titolare – bisognerebbe arrivare a dove nascono i prezzi: le speculazioni di mercato. E sarà così finché quello dei carburanti non sarà un mercato, non dico controllato, ma perlomeno negoziato dallo stato o da chi di dovere".

Ed è d’accordo Marcello Bettuzzi, di IP in via Emilia Ovest. "Non cambia niente, per noi è solo una perdita di tempo: bastava un QR code che il cliente poteva scannerizzare se avesse voluto vederlo. Senza dover ogni mattina esporre il cartellone entro 8 ore col rischio di prendere multe salatissime. In più il governo adesso sta facendo una campagna contro i benzinai, che sono gli unici che non decidono assolutamente niente sul prezzo. Decidono le compagnie o loro con le tasse". "È inutile – commenta Bayram Firat, gestore di Begonia Petrolio Eni – è il prezzo medio regionale, quindi di tutta l’Emilia Romagna, dove siamo 100 distributori. Lo stato ci vede come i colpevoli degli aumenti, ma come funziona realmente? Del costo del carburante allo stato va il 59% di accise: quindi per ogni 20 euro che il cliente paga, quasi 12 euro vanno allo stato, a Eni 7 euro, e a me, gestore, 38 centesimi lordi. Chi è colpevole? Io o lo stato?". "Come fa un cliente a capire se l’aumento dei prezzi è giusto vedendo il prezzo medio regionale? - si chiede il gestore dell’impianto Enel 653 - Esporre il prezzo medio è più che altro inutile, a cosa serve? I prezzi che usiamo sono quelli che ci vengono imposti, perché comunque noi rispettiamo i prezzi aziendali. Ma poi il cliente arriva e vede un prezzo diverso (quello medio regionale) e si confonde".