Elezioni, il centrosinistra guarda al passato. Da Molinari ad Accorsi, ex di nuovo papabili

Nell’Area Nord, 7 comuni al voto. A Medolla e S.Possidonio Pd diviso e tentato di richiamare i sindaci del sisma. A Concordia Prandini cerca il tris

Elezioni, il centrosinistra guarda al passato. Da Molinari ad Accorsi, ex di nuovo papabili
Elezioni, il centrosinistra guarda al passato. Da Molinari ad Accorsi, ex di nuovo papabili

L’arrivo del nuovo anno e l’ormai certo via libera al terzo mandato dei sindaci nei comuni sotto ai 15mila abitanti, stanno accelerando la definizione degli schieramenti e dei candidati su cui puntare. Nella tarda primavera (si parla con insistenza di giugno) si voterà, infatti, anche per i rinnovi dei sindaci e dei consigli comunali. Nell’Area Nord, esclusi Camposanto e Finale Emilia, sono 7 i comuni impegnati nella consultazione amministrativa: Cavezzo, Concordia, Medolla, Mirandola, San Felice, San Possidonio e San Prospero. Per quanto riguarda il fronte del centrosinistra, che conta su sindaci uscenti in cinque dei sette chiamati al voto, Lisa Luppi a Cavezzo, Luca Prandini a Concordia e Sauro Borghi a San Prospero stanno concludendo il loro secondo mandato. Se Luppi ha già comunicato ai vertici del Pd di non volersi ripresentare, aprendo però per il Pd locale l’enigma della ricerca di un candidato "forte" da opporre ad un centrodestra dato da tanti per vincente tra 6 mesi (5 anni fa solo la presenza di 2 liste di centrodestra divise consentì al centrosinistra di conservare il comune), Prandini e Borghi non hanno alcuna intenzione di farsi da parte. Per Borghi, salutato il Pd dopo il clamore per alcune sue affermazioni giudicate "sessiste" a margine di un incontro sulla sanità, parrebbe aprirsi il salto verso una candidatura, non più a San Prospero ma a Mirandola, con una lista che si ispirerà al "terzo polo", concorrente al centrosinistra targato Pd. E’ una prospettiva suggerita dalla decisione della lista civica "+ Mirandola" di darsi una dimensione sovracomunale, allargando il perimetro territoriale ad una ipotesi di macrounione centrale della Bassa. A quel punto a San Prospero la strada potrebbe essere sgombra per l’attuale assessore allo sport e associazionismo Matteo Borghi.

Prandini, invece, non fa mistero di inseguire una terza riconferma, anche se dovrà vedersela con alcuni agguerriti avversari interni decisi a sbarrargli la strada. La sua candidatura, infatti, è insidiata non solo da Paolo Negro, attuale capogruppo Pd in Ucman, ma anche dalla sua assessora alla cultura e scuola Marika Menozzi, che punta decisamente ad essere storicamente la prima donna a guidare Concordia e – pare – più gradita ai vertici provinciali e regionali del partito.

Nella vicina San Possidonio il sindaco Carlo Casari, ormai lontano dal Pd dopo alcuni attacchi ricevuti e al suo primo mandato, ha già comunicato, sostenuto dalla sua giunta a da un ampio schieramento di consiglieri di maggioranza (ad eccezione di una consigliera) di ripresentarsi alla guida di una lista civica di centrosinistra.

A giorni dovrebbe incontrare il locale segretario Pd, ma in paese molti scommettono sulla volontà di ricandidarsi dell’ex sindaco Rudi Accorsi, a favore del quale si starebbe muovendo il comitato che, in antagonismo con la Curia, reclama lavori per la chiesa parrocchiale ed il teatro. A Medolla Alberto Calciolari, sospinto dai sondaggi informali avviati, è deciso a cercare anch’egli una riconferma, che però sarebbe minacciata dalla vecchia guardia Pd intenzionata a riarruolare l’ex sindaco Filippo Molinari, oggi nella segretaria del presidente della Regione Stefano Bonaccini, il quale non avrebbe gradito la ribellione dei sindaci della Bassa per la vicenda Aimag/Hera e a cui sarebbe gradito un eventuale cambio di "cavallo".

Ancora nell’ombra l’identikit del candidato di centrosinistra per San Felice, mentre a Mirandola nell’area del centrosinistra si va profilando la discesa in campo di Carlo Bassoli, un libero professionista, "figlio di razza" di due storiche figure del vecchio Pci locale come Cosetta Mattioli, assessora ai tempi di Sauro Secchi, e Italo Bassoli, assessore ai tempi di Celso Gherardi.